
Al G7 di Evian, sulle rive del lago Lemano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha adottato una postura caratterizzata da una netta fermezza nei confronti del presidente statunitense Donald Trump. La scelta strategica ha evitato un bilaterale formale, segnalando una linea di distanziamento rispetto all’alleato americano dopo gli attacchi ricevuti nei mesi precedenti.
Il rifiuto di un incontro bilaterale diretto con Trump, nonostante i numerosi contatti nel corso del vertice, evidenzia la volontà di Meloni di non tornare alla cosiddetta “relazione speciale” con l’amministrazione statunitense. Tale atteggiamento riflette anche considerazioni di natura politica interna, tese a non apparire troppo vicina a un alleato percepito come problematico. Le dichiarazioni ufficiali della diplomazia italiana hanno inoltre ridimensionato le interpretazioni che descrivevano un clima eccessivamente disteso tra i due leader durante la cena della serata di lunedì.
Un episodio centrale è rappresentato dal chiarimento avvenuto tra Meloni e Trump durante la cena, definito dalle fonti ufficiali come “uno scambio utile” privo di toni scherzosi. La presidente del Consiglio ha ribadito la propria autonomia, ricordando al presidente americano alcune posizioni critiche precedenti, in particolare riguardo all’impegno richiesto dagli alleati sullo Stretto di Hormuz in seguito all’azione statunitense contro l’Iran, condotta senza consultare gli alleati.

Durante il G7, un episodio ha sintetizzato la linea adottata da Meloni: il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha osservato il completo beige con cravatta indossato dalla premier, commento al quale Meloni ha risposto con la frase “puoi considerarmi una combattente”, sottolineando la fermezza della sua posizione. Non sono mancati momenti di dialogo meno formale, con Trump che ha scherzato sull’essere stato “abbandonato” e la premier che ha prontamente ribadito l’amicizia di lungo corso, seppur mantenendo un’attitudine di distanza nelle relazioni.
Nonostante la fermezza nei rapporti bilaterali, Meloni ha sottolineato l’importanza dell’unità dell’Occidente in una fase segnata da crisi internazionali rilevanti. Tale concetto si configura come un elemento fondamentale per la coesione dell’alleanza atlantica, che resta indiscussa nonostante le critiche a specifiche scelte statunitensi. La partecipazione della presidente del Consiglio al G7 ha incluso un bilaterale con il primo ministro canadese Mark Carney, volto a rilanciare le relazioni bilaterali. Nell’occasione è stato annunciato un accordo quadro su difesa, infrastrutture e minerali critici, con accesso prioritario per l’Italia in quest’ultimo settore.
Nel corso delle sessioni di lavoro Meloni ha evidenziato di fronte a Volodymyr Zelensky la necessità di una fermezza occidentale finalizzata a spingere il presidente russo Vladimir Putin verso il negoziato. Nella sessione allargata ha inoltre richiamato il ruolo strategico dei Paesi del Golfo e l’urgenza di soluzioni durature per le crisi di Gaza e Libano, proponendo un modello di cooperazione basato su rapporti “fra pari”. La giornata al G7 conferma la volontà della presidente Meloni di ritagliarsi un ruolo di rilievo nella diplomazia internazionale, mantenendo una linea autonoma e rigorosa.