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Come Maurizio Costanzo ha messo in crisi Giorgia Meloni sull’omofobia. Che figura!

Giorgia Meloni è stata ospite di Maurizio Costanzo per il “Maurizio Costanzo Show” ed è stata “vittima” di alcune domandine intelligenti del giornalista che hanno fatto crollare in poche battute tutto il suo castello di ipocrisie. Il tema è quello dell’omofobia. La Meloni pochi giorni fa si era mostrata indignata per l’aggressione omofoba di Valle Aurelia, ma a domanda precisa di Costanzo… Il conduttore afferma che è ora di avere anche in Italia una legge che punisca l’omofobia. E a quel punto la leader di Fratelli d’Italia che pochi giorni fa si era tanto indignata replica che non ce n’è affatto bisogno. (Continua a leggere dopo la foto)

Come stanno insieme quindi le due cose? Il punto è che se una frase buttata là serve a far propaganda, va bene. Poi quando c’è da passare alla pratica, cioè fare qualcosa di concreto, allora no. Altrimenti cosa penserebbe il suo elettorato? Maurizio Costanzo dice: “È il momento di fare questa legge contro. Non è tollerabile che un ragazzo venga preso a calci”. E la Meloni la prende alla larga: “La violenza e le discriminazioni nel nostro ordinamento sono già punite, non è che oggi è possibile farlo. Non è possibile picchiare due ragazzi perché si stanno baciando e chi lo ha fatto deve avere una pena esemplare…”. Poi… (Continua a leggere dopo la foto)

Ecco che esce fuori la sua anima: “Cosa diversa però è utilizzare questo argomento che io condivido per fare altro, perché una cosa è dire combattiamo la violenza, un’altra è dire andiamo dai ragazzini di sette anni alle scuole elementari e fargli scambiare i vestiti per spiegargli cosa sia l’omosessualità, perché noi l’educazione sessuale non la facciamo e non la facciamo per una ragione, quindi attenzione”. Ma davvero la legge Zan obbligherebbe i bambini a travestirsi? (Continua a leggere dopo la foto)

Si tratta ovviamente dell’ennesima bufala della Meloni per potare acqua al suo mulino. Alessandro Zan infatti già replicò a Salvini sulle stesse illazioni e spiegò così la legge che porta il suo nome: “Una tutela rafforzata per le vittime, persone e gruppi sociali, che oggi son maggiormente oggetto di violenza”. Infine, come ricorda nextquotidiano, pochi giorni fa, l’11 marzo 2021, i partiti guidati da Meloni e Salvini hanno votato contro la risoluzione per una “Unione Europea zona di libertà per le persone Lgbtqi”. Il motivo? Sostenevano che si tratti solamente di strumentalizzazione contro Ungheria e Polonia.

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