Europa

Mes, Conte vince la partita: “Senza controlli sui conti italiani”

Una telefonata tra Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Con oggetto, ancora una volta, il percorso per aiutare l’Europa a uscire dalla crisi, preparando il terreno per il tanto invocato Recovery Fund e per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Con il Mes che resta sempre al centro del dibattito, caldissimo, e sul quale sarebbero però arrivate importanti rassicurazioni da parte di Bruxelles: l’Ue si sarebbe impegnata infatti a disarmarlo da ogni possibile condizionalità presente e futura, rendendolo di fatto uno strumento totalmente privo di trappole.

L’indiscrezione, venuta alla luce proprio in queste ore, farebbe cadere così ogni ipotesi di una vigilanza rafforzata sui Paesi che aderiranno al fondo Salva-Stati, ipotesi che aveva finora spaventato gli economisti e fatto nascere un partito fortemente contrario al Mes sia nella maggioranza che nell’opposizione. A conferma di questo ci sarebbe anche una lettera al presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno firmata da Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni, che sembrano escludere i sospetti di commissariamento dei conti pubblici per chi chiederà gli aiuti.
Resta il nodo dei cosiddetti “falchi” europei, i Paesi del nord che fin qui si sono scontrati duramente con l’Italia. La Commissione ha chiarito che sarà lei ad occuparsi del monitoraggio sulle spese del Mes, e non la Bce o il Mes stesso. Per chi chiederà gli aiuti, inoltre, le missioni dei tecnici europei non aumenteranno: resteranno sempre le stesse. Secondo i commissari, data la limitatezza di scopo e grandezza della linea di credito dedicata alla pandemia, le regole normalmente legate allo strumento non si applicheranno nel caso specifico. Nessun programma macroeconomico di riforme da concordare, né la possibilità per la Commissione di chiedere “correzioni aggiuntive dei conti” nell’ambito del monitoraggio. Altra notizia positiva, Bruxelles ha già pubblicato le analisi di sostenibilità dei debiti per tutti i Paesi della zona euro, pre-requisito per valutare l’idoneità al al Mes, e quello italiano risulterebbe idoneo.

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