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Green pass, odg del M5S per abolirlo ma Conte frena: “Non è nostra linea”

Volano gli stracci nel M5S. L’argomento che spacca il Movimento è l’abolizione del green pass che metà dei parlamentari, riuniti oggi in assemblea, pretendono sia messa in atto al più presto. Diversi parlamentari firmano anche un ordine del giorno che li impegna a chiedere l’abolizione del certificato verde “nel primo provvedimento utile”. Ma questa iniziativa fa esplodere la rabbia del leader Giuseppe Conte.

Conte frena il M5S sul green pass

“È stato formulato un odg per l’abolizione del green pass nel primo provvedimento utile. Confido che i colleghi firmatari e il proponente, alla luce delle conclusioni di Conte, riflettano sull’opportunità di presentarlo. Evitiamo di lasciare un documento formale che ci potrebbe creare problemi”, dichiara il capogruppo del M5S alla Camera Davide Crippa, mentre durante l’assemblea riferisce di un ordine del giorno anti green pass firmato da diversi parlamentari del Movimento.

Poco dopo, anche il leader Conte decide di farsi sentire spiegando che “si tratta di una posizione singolare. Francamente mi sembra una posizione che non corrisponde alla linea fin qui seguita. Chi lo firma si assume una grande responsabilità davanti al Paese”, riferisce le sue parole l’Adnkronos. “Il green pass ha costituito un buon compromesso rispetto alle varie opzioni in campo. – prosegue Conte – Dire che siamo fuori dalla pandemia non è proprio corretto, stiamo transitando nella fase dell’endemia. Non possiamo smantellare e dismettere le misure di precauzione sin qui adottate”.

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 10-04-2020 Roma, Italia Politica Emergenza Coronavirus in Italia, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa

Inoltre, insiste il leader M5S, “noi siamo quelli che si sono assunti una responsabilità durante la pandemia e continuano ad averla. Però possiamo legittimamente rivendicare con il governo stesso un dialogo per lavorare insieme a una prospettiva di allentamento delle misure. Non è vero che la nostra delegazione governativa non ha lavorato e non invidio affatto il ruolo istituzionale che Sileri ha. Ruolo che lo costringe a subire malumori e insofferenza che si diffondono tra la popolazione e anche tra i portavoce”, conclude difendendo il sottosegretario alla Salute pentastellato, accusato di essere succube della linea chiusurista del ministro Speranza.

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