
La mattina di martedì 20 gennaio si è aperta con una notizia destinata a pesare sugli equilibri del campo progressista: la sindaca di Arzano, comune in provincia di Napoli, ha annunciato le proprie dimissioni, aggiungendo un nuovo elemento di crisi a un fronte politico già attraversato da forti tensioni interne.
A lasciare l’incarico è stata Cinzia Aruta, che ha spiegato le ragioni della sua scelta attraverso una comunicazione ufficiale. «Le mie dimissioni non rappresentano una resa personale, né un arretramento rispetto ai valori che hanno guidato questa esperienza amministrativa», ha scritto, respingendo l’idea di un passo indietro dettato da debolezza o ripensamenti.
Nel suo intervento, l’ormai ex prima cittadina ha rivendicato il metodo seguito durante il mandato, sottolineando di aver privilegiato una gestione rigorosa della cosa pubblica. «In questi anni ho scelto di governare senza scorciatoie, assumendo decisioni rigorose, talvolta impopolari, ma orientate esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico», ha spiegato, lasciando intendere come questa impostazione abbia finito per scontrarsi con un contesto politico sempre più logorante.
Secondo Aruta, infatti, le difficoltà non sarebbero nate sul piano amministrativo, ma all’interno dei rapporti politici e istituzionali. «Quando il confronto smette di misurarsi sul merito delle scelte e si trasforma in un logoramento continuo, segnato da disimpegno e assenza di responsabilità, viene meno la possibilità di amministrare con chiarezza ed efficacia», ha osservato, indicando nella mancanza di coesione della maggioranza il vero nodo irrisolto.
La decisione di dimettersi viene definita dalla stessa Aruta come «un atto di libertà», compiuto «per rispetto verso la città, verso le istituzioni e verso me stessa». Parole che suonano anche come una critica diretta a una coalizione ormai incapace di garantire un sostegno compatto all’azione di governo.

Nonostante l’uscita di scena, la sindaca difende con fermezza il lavoro svolto durante il mandato. «Il lavoro svolto, gli atti adottati, i processi avviati e le opere in corso restano elementi verificabili e rappresentano un patrimonio pubblico che va oltre le singole persone», ha ricordato, rivendicando i risultati ottenuti e lasciando alla città quanto costruito.
Cinzia Aruta era stata eletta alle comunali dell’ottobre 2021 come candidata del centrosinistra, sostenuta da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La vittoria al primo turno, con il 55% dei consensi, aveva segnato un risultato netto, oggi messo in discussione dalle fratture interne alla coalizione che l’aveva portata alla guida del Comune.
Ora si apre una fase decisiva. La legge concede alla sindaca venti giorni per ritirare le dimissioni. In assenza di un ripensamento, il Comune di Arzano andrà incontro allo scioglimento e all’avvio di elezioni anticipate, con scenari politici ancora tutti da definire.
La vicenda assume un significato più ampio se inserita nel contesto regionale. In Campania, infatti, è in corso un duro scontro interno al campo largo, legato anche alla gestione e alla distribuzione delle Commissioni regionali. Arzano rischia così di diventare l’ennesimo caso simbolo di una coalizione in difficoltà, alle prese con divisioni che faticano a ricomporsi.