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Migranti, cosa nasconde il patto Italia-Libia e perché il governo deve pensarci bene

L’Italia tra pochi giorni rinnova automaticamente gli accordi con la Libia “per contrastare i flussi di migranti”. E la prima cosa da tenere in considerazione è: con chi li facciamo questi accordi? Dato che in Libia un vero governo non c’è, va detto in tutta trasparenza che i nostri interlocutori non sono quelli che chiamiamo comunemente “autorità libiche”, ma uomini di provato rango criminale. Gli accordi con la Libia, quindi, sono di fatto uno scendere a patti con i criminali. Una pratica che in Italia, evidentemente, conosciamo bene…

Ancora tre giorni e, con il suo assordante silenzio-assenso, l’Italia continuerà per i prossimi tre anni a pagare la Libia per fare il lavoro sporco, e cioè riportare indietro, in un Paese dilaniato dalla guerra civile, in centri di detenzione-lager migliaia di migranti. Fregandocene completamente dei diritti umani di queste persone. Cambia governo, dunque, ma sembra rimanere la linea Salvini.

I migranti continueranno a essere presi e riconsegnati ai trafficanti dalla Guardia costiera libica con uomini addestrati dall’Italia e mezzi forniti dall’Italia in una zona Sar libica che – come raccontano le inchieste della Procura di Agrigento – è di fatto gestita dalla Marina italiana. Pur di affidare alle mani dei libici il contenimento dei flussi migratori, l’Italia si volta dall’altra parte e fa finta di non vedere torture, omicidi, stupri e violenze.

E fa anche finta di non sapere che uno degli ultimi atti del “governo libico” è stato l’emanazione di un decreto che neutralizza i soccorsi delle navi Ong. Inoltre, a capo della guardia costiera è stato riconfermato Abdurhaman al Milad, meglio conosciuto come Bija, il trafficante di uomini (sulla cui testa pende un mandato di cattura della magistratura libica).

Intanto c’è stata una grande mobilitazione da parte di associazioni e ong, l’Unhcr ha espresso la sua contrarietà e anche sui social migliaia di persone hanno lanciato un appello per fermare questa vergogna umana. Pure all’interno del Pd hanno iniziato a sollevare molti dubbi, e per questo oggi è stata fissata una riunione delle delegazioni di governo per confrontarsi sulla gestione dei flussi migratori. Un tema sempre più divisivo all’interno della maggioranza. Ma l’intenzione è quella di andare alla tacita conferma degli accordi con la Libia, con il Pd rinunciatario davanti all’idea di aprire un nuovo fronte di tensione, costretto ad abbozzare davanti all’invalicabile muro eretto dal M5S che non intende minimamente recedere dal patto della vergogna.

E allora ecco pronti 50 milioni di euro all’anno che vanno ad aggiungersi ai 328 milioni impegnati dalla UE dal 2016 per continuare a sostenere il finanziamento dei lager – in cui migliaia di migranti vengono torturati e uccisi – la dotazione di motovedette e la formazione della Guardia costiera libica che adesso ha dalla sua un nuovo strumento di vessazione nei confronti delle Ong. Complimenti Italia.

 

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