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Minacce di morte a Ilaria Cucchi: “Prima o poi ti tocca una pallottola in testa”

Ancora polemiche intorno alla figura di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che si è battuta per anni nel tentativo di ottenere giustizia per la morte del fratello e che di recente ha potuto festeggiare la sentenza che ha riconosciuto la colpevolezza di cinque carabinieri, due dei quali condannati per omicidio preterintenzionale. La donna è finita nel mirino dei sostenitori della Lega per le polemiche con Salvini, che ha anche querelato, ricevendo costanti minacce sui social: “Chiaramente mi fanno paura, mi preoccupano e mi fanno male, ma non mi sorprendono perché abbiamo esponenti del mondo politico che fomentano odio proprio attraverso i social”.

Ilaria Cucchi ha commentato così, ai microfoni di Sky Tg24, una situazione assurda, esasperata dal botta e risposta con Salvini che subito dopo la sentenza si era limitato a commentare il caso parlando dei guai causati ai giovani dalla droga, senza spendere una parola per la condanna di alcuni esponenti delle forze dell’ordine.  “Tra gli altri c’è un ex ministro – aveva risposto la Cucchi – che nell’importante giorno delle condanne per omicidio dice che la droga fa male. Non solo, ma, come in passato, continua ad insultare me e soprattutto mio fratello, che non può più difendersi, fomentando la cultura dell’odio e della violenza”.
“Quindi non mi stupisco. Di matti ce ne sono tanti e sono abbastanza preoccupata per me e per le persone che mi sono vicine”. A denunciare le minacce ricevute era stata, nelle scorse ore, la stessa Cucchi, che aveva pubblicato alcuni messaggi ricevuti: “A sta stronza qualcuno metterà una palla in testa prima o poi, a prescindere da quest’ultima stronzata” si leggeva in uno di questi.La Cucchi aveva chiamato in causa Salvini chiedendo spiegazioni per il clima di odio scatenato nei suoi confronti: “Chiedo a Matteo Salvini e a tutti gli iscritti alla Lega cosa pensano di questo post. Dato che viene da un soggetto che ha un profilo nel quale si dichiara loro sostenitore. Non posso far altro che denunciare ma mi rendo conto che di fronte a tutto questo io e la mia famiglia siamo senza tutela” aveva scritto su Facebook

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