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Missile caduto in Polonia: tre ipotesi in campo secondo l’intelligence

Secondo autorevoli indiscrezioni, il razzo che ha colpito un piccolo centro abitato nella Polonia orientale sarebbe stato un missile antiaereo lanciato dalla difesa aerea dell’Ucraina. Probabilmente un S-300. Ad avallare questa ipotesi sarebbe stato anche il presidente americano Joe Biden, anche se la notizia non è confermata. Comunque sia, non è ancora certa l’origine dell’esplosione che ha provocato la morte di due cittadini polacchi rischiando di portare il mondo sempre più vicino ad una terza guerra mondiale. Le ipotesi sull’accaduto restano al momento tre.

Tre ipotesi sul missile caduto in Polonia

Anche Joe Biden, che si trova a Bali per il G20, avrebbe dunque avallato l’ipotesi che a colpire il territorio polacco sia stato un missile antiaereo ucraino. Il presidente americano dichiara infatti che è “improbabile” che quel missile sia partito dalla Russia. “Questo è dovuto all’analisi della traiettoria ma non voglio dire che si sia già completata una vera indagine sull’accaduto”, precisa però lo stesso Biden.

Al momento, oltre all’ipotesi del missile ucraino, fonti dei servizi segreti occidentali non escludono nemmeno altre due possibilità. La prima è che i russi abbiano effettivamente lanciato il missile da un loro bombardiere strategico. L’ordigno avrebbe però seguito una traiettoria sbagliata andando a finire in Polonia. La seconda possibilità è che la contraerea ucraina abbia deviato uno dei missili lanciati dai russi.

Un velivolo della Nato che volava in quel momento sopra lo spazio aereo polacco avrebbe comunque tracciato il missile. “Le informazioni con le tracce radar sono state fornite alla Nato e alla Polonia”, dichiara alla Cnn un funzionario militare della Nato. “Offriamo il nostro pieno sostegno e assistenza alle indagini in corso in Polonia. Siamo d’accordo di rimanere in stretto contatto per determinare i passi successivi appropriati man mano che le indagini procedono”, scrivono in un comunicato congiunto i leader della Nato e del G7.

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