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Mobilità post Covid a Parigi: cinquanta chilometri di piste ciclabili e ingressi ai parchi contingentati

La bicicletta sarà la grande protagonista della ripresa della mobilità a Parigi, anche per coloro che dovranno percorrere medie distanze. A questo proposito per la Fase 2 che comincierà il prossimo 11 maggio, il sindaco di Parigi Anne Hidalgo ha proposto la creazione di piste ciclabili ovunque nell’Île-de-France, dalla A86 a Parigi. Saranno ben cinquanta chilometri di nuove piste ciclabili, insieme a due milioni di mascherine di stoffa gratis, tamponi a disposizione per le famiglie che manderanno i figli a scuola. La sindaca di Parigi vuole accelerare la sua rivoluzione verde, ma è consapevole che potrebbe succedere il contrario. Nei tanti scenari che ha sul suo tavolo, ce n’è uno da incubo. Basta che il dieci per cento dei cinque milioni di viaggiatori abituali della metropolitana decida di passare a un mezzo privato e Parigi soffocherà, non più per il virus ma per il traffico impazzito. “Non possiamo accettare di farci invadere da automobili e smog”, ha detto l’esponente socialista annunciando la creazione di “coronapiste”, come sono già state ribattezzate le nuove ciclabili. Da lunedì le macchine non potranno più circolare su alcune strade simbolo della capitale come la rue de Rivoli lungo il Louvre o il boulevard Saint-Michel che attraversa il quartiere latino. Resterà solo una corsia per bus, taxi e mezzi di soccorso. I parigini sono pronti a pedalare? Al Comune vedono come segnale incoraggiante gli ultimi dati sugli acquisti di biciclette ma anche di monopattini.

L’inquinamento combinato con il Covid-19 è estremamente pericoloso – ha spiegato la sindaca, soffermandosi soprattutto su rue de Rivoli, dove a sua avviso circolano troppi veicoli. “Voglio che ci sia un asse dedicato esclusivamente al ciclismo e un altro riservato solo a autobus, taxi, veicoli di emergenza e lavoro, ma non le automobili. Così potremo circolare da est a ovest in bicicletta”. Un asse che, insomma, potrebbe diventare completamente ciclabile, ad eccezione del trasporto pubblico, dei fornitori e di altri veicoli a motore a due ruote. Già in queste ore, gli operai sono al lavoro per disegnare strisce sull’asfalto, creare nuove corsie, cancellare posteggi. In una strada del diciottesimo arrondissement, rue Poteau, sono stati tolti ieri gli spazi riservati ai parcheggi per permettere ai commercianti di organizzare all’esterno le file distanziate dei clienti.
Alcune vie, come la caratteristica rue Mouffetard, diventeranno a circolazione limitata. Nel Marais, dove i marciapiedi sono stretti, il Comune vuole aumentare le Ztl. Il quartiere delle Halles sarà tutto con priorità ai pedoni. E quando café e ristoranti potranno riaprire, forse a giugno, il nuovo spazio pubblico liberato dalle auto sarà offerto gratuitamente per i dehors dei locali. Su parchi e giardini il Comune spera di ottenere una deroga per aprirli garantendo un numero limitato di ingressi. La Ville Lumière dovrà pazientare ancora per ritrovare la sua vita culturale. Hidalgo ha intanto deciso che i suoi piccoli musei potranno riaprire da metà giugno e i teatri già ad agosto visto che, è la previsione, molti parigini faranno poche vacanze e resteranno in città.
Sul fronte sanitario, il Comune ha speso cinque milioni di euro per la produzione locale di 2,2 milioni mascherine in stoffa lavabili che verranno distribuite gratuitamente da lunedì su prenotazione nelle farmacie. Hidalgo ha firmato con altri sindaci della regione parigina un appello a rinviare la riapertura delle scuole, ottenendo solo di posticipare dall’11 al 14 maggio la rentrée.

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