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Modena si riempe di “sardine”: in 7 mila per dire no a Salvini

Dopo Bologna anche Modena si ribella a Salvini e al suo tour in giro per l’Emilia Romagna, alla ricerca di consensi che gli permettano di strappare la Regione alla sinistra. Ancora una volta una piazza, Piazza Grande, si è riempita di “sardine”, tantissime nonostante la pioggia. Circa settemila manifestanti hanno sposato il tema ittico del flash mob contro la Lega e lo hanno fatto nel giorno dell’arrivo in città per una cena elettorale in un ristorante lontano dal centro storico. Una sorta di replica di quanto si era visto pochi giorni fa, quando in 12mila avevano riempito Bologna.

“Modena non si lega” è stato il grido scandito a più riprese nella piazza gremita, accompagnato dall’immancabile Bella Ciao. Come riportato da La Repubblica Jamal Hussein, studente universitario di Ingegneria, uno dei promotori, ha dedicato la piazza a Liliana Segre. Scelta non casuale visto che proprio a Modena in consiglio comunale metà dei consiglieri della Lega non si erano alzati in piedi per rendere omaggio alla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz e oggi costretta alla scorta.

Jamal ha gridato al microfono: “In Emilia non abbocchiamo, non ci facciamo prendere all’amo, eravamo dei perfetti sconosciuti e guardate cosa siamo riusciti ad organizzare, fateci un applauso”. Samar Zaoui, altra promotrice messa sotto accusa dal leader leghista per un post contro di lui (“invocava il mio omicidio”) ha invece detto: “Oggi tutti noi abbiamo vinto con il sorriso, con l’arte e con l’unione. Ci hanno criticato perché siamo giovani, perché non siamo creativi. Continueranno a criticarci. Ditemi voi: questa piazza è carente di creatività?”.Tra i partecipanti anche il pallavolista Ivan Zaytsev che gioca a Modena e in nazionale: “Ci teniamo che Modena e che l’Emilia Romagna non si leghi. Punto. Chiaro e semplice”. Tanta anche la presenza di giovani, con gli ombrelli e i pesci di cartone. “Loro queste cose non le sanno fare. Ci stanno guardando tutta Italia d Europa” hanno aggiunto i promotori. “Una volta ci facevamo la guerra, Salvini ci ha uniti. Grazie a dio qualcuno si è svegliato”.

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