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“Molla quel damerino”. Il popolo leghista spinge Salvini allo strappo con Di Maio

I leghisti duri e puri non sopportano più (o forse non hanno mai sopportato) i grillini. Convinti che il governo debba andare ancora avanti, che stia facendo bene. Ma per merito del Carroccio, vero fulcro dell’esecutivo, e non certo di un Movimento che dovrebbe limitarsi a “non rompere le balle”. Lo racconta sulle pagine de La Stampa Alberto Mattioli, che si è fatto un giro nel cuore del partito: il nord, per la precisione Bergamo, per l’inaugurazione della sede elettorale del candidato sindaco Stucchi.

Un evento al quale ha presenziato Matteo Salvini in persona, rassicurando: “Io il governo voglio tenerlo in vita finché è possibile. Abbiamo fatto molto e molto vogliamo ancora fare. Nessuno ha nostalgia di Monti e della Fornero”. Tra la gente, però, gli umori sono di ben altro tipo: “Mollalo, il damerino”. Dove per “damerino” si intende Luigi Di Maio: “È lui che deve decidere: o dentro o fuori. E lasci lavorare il Matteo che finalmente ha fermato gli sbarchi”.
I leghisti del nord, insomma, vorrebbero scenari politici diversi: “Ci alleiamo con la Meloni, andiamo alle elezioni e le vinciamo”. Solo la Meloni? E Berlusconi? “Ma se non sta più neanche in piedi…”. Tutti concordi, però, nel ritenere Salvini il vincitore assoluto in caso di elezioni a stretto giro, convinti che i consensi arriveranno e saranno tantissimi. Alle truppe del Carroccio non dispiacerebbe una prova di forza. E anche i politici locali lo sanno. Daniele Belotti e tifoso storico dell’Atalanta, spiega:”Sì, è vero che i nostri sono irritati dagli attacchi dei Cinque stelle. I grillini stanno alzando inspiegabilmente il tiro. Ma è una dimostrazione di debolezza, non di forza”.  Più sbrigativo Paolo Grimoldi, segretario “nazionale” della Lega lombarda: “È molto semplice. Ci sono le europee, si vota con il proporzionale e c’ è bisogno di farsi vedere. Tutto qui. Di crisi parlate solo voi giornalisti”.

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