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Mondo Convenienza, la denuncia: “Noi facchini sfruttati come animali”

Turni massacranti, senza pause nemmeno per un pranzo veloce. E’ la vita massacrante che sono stati costretti a sopportare per molti anni Mirel, Vasile e Gheorghe, prima di trovare il coraggio di mollare il lavoro e denunciare per sfruttamento la cooperativa TSL Service, per conto della quale facevano consegne e montaggi di mobili di Mondo Convenienza. I tre ex-facchini hanno raccontato a Fanpage.it le condizioni di lavoro pesanti a cui erano sottoposti: “Si comincia la mattina alle 6 meno 10, per andare a caricare la merce da consegnare – ha iniziato a spiegare Vasile – e non sono mai più meno di 10 ore al giorno. Se finisci prima ti capita di andare a recuperare quelli che non ce l’hanno fatta. Se non riesci a fare tutte le consegne il giorno dopo è peggio, fino a quando non te ne vai”.

Dalle sei del mattino, fino alle 22 e 30, anche sette giorni su sette, a seconda dei periodi. Fino a quando lo stress e la fatica fisica, non li hanno fatti desistere. “Se provi a chiedere i tuoi diritti – ha proseguito poi l’ex dipendente Mirel – ti indicano la porta e ti dicono che ce ne sono altri 20 come te che aspettano di rientrare. Io sono finito in depressione, non riuscivo più a vedere svegli i miei figli: uscivo la mattina che dormivano e rientravo alle 10 di sera che dormivano di nuovo”.

“Come ho fatto a resistere 7 anni? – ha affermato Gheorghe ripensando a quel periodo con Mondo Convenienza – perché ho una moglie malata e 3 figli piccoli. Se fossi da solo sarebbe un altro discorso, ma quando hai famiglia stringi i denti e ti auguri che il domani possa essere migliore, fino a quando non molli perché non ce la fai più”.

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