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Monete digitali: dopo il Bitcoin arriva il criptoeuro

Le monete digitali hanno sconvolto i mercati finanziari entrando prepotentemente dalla porta principale e ribaltando le regole finora seguite. Nessuna banca centrale, nessuna regolamentazione. L’entusiasmo e il successo attribuito in particolare ai bitcoin e alla loro ascesa repentina sono stati paragonati alle febbre dei tulipani del 1600. I bitcoin hanno inoltre dato il via ad una serie di criptovalute o moneta digitali, pronte a sperare di poter raggiungere il successo delle originali.

Tra queste, l’ultima novità proviene direttamente da casa nostra, più precisamente dall’Europa: il criptoeuro.

Più volte il presidente della Bce Mario Draghi ha dichiarato la propria perplessità riguardo le monete digitali, affermando che “non è possibile proibire o regolamentare la proliferazione delle criptocurrency”.

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criptoeuro-bitcoinDa qui è partita la corsa alle armi di molti paesi che, pur di non farsi sovrastare dalle monete digitali, stanno passando a crearne di proprie: criptomonete nazionali.

La volontà è quella di prenderne gli aspetti positivi (ad esempio pragrammabilità e tracciabilità), lasciando indietro le problematiche sulla deregolamentazione.

Prima del criptoeuro sono già 16 gli esperimenti di criptomonete nel mondo come il criptoyen del Giappone, la criptocorona della Svezia e il recentissimo criptorublo russo, annunciato in piena campagna elettorale da Putin.

Perché quindi non puntare anche noi su una moneta digitale che possa controllare l’economia emersa?

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Il criptoeuro è in “lavorazione” al Politecnico di Milano. “Stiamo studiando un sistema in cui, sfruttando la possibilità di effettuare trasferimenti multipli di moneta con una singola transazione (split transaction), i consumatori pagherebbero la componente Iva direttamente all’Agenzia delle Entrate nello stesso momento in cui pagano un bene all’esercente. Sarebbe una prima risposta concreta e sistemica all’impatto dell’economia sommersa, che secondo i dati Istat in Italia vale 208 miliardi di euro, il 12,6% del Pil”, afferma Valeria Portale, responsabile del progetto Criptoeuro e direttrice dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce.

Molti paesi, tra cui il nostro, hanno in effetti deciso di creare una criptocurrency ufficiale, che a differenza delle altre criptovalute, è regolata dalla banche centrali.

Il criptoeuro in progetto al Politecnico vanta la collaborazione di Enel, Ania e Mediolanum, e si prefigge l’obiettivo di comprendere le potenzialità d’efficienza di alcune filiere di industria nei settori di energy, insurance e banking.

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