
Tra due settimane scatterà una delle novità più attese – e discusse – del nuovo Codice della Strada. Dopo il rinvio concordato tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicurative, entrerà infatti in vigore l’obbligo di assicurazione Rc Auto per i monopattini. Se le società di sharing sono già in regola, resta invece il nodo di circa un milione di proprietari di monopattini privati, che dovranno adeguarsi per evitare di circolare fuori norma.
La nuova assicurazione si aggiunge agli altri obblighi introdotti negli ultimi mesi, come casco e targhino, che però nelle città italiane continuano a essere rispettati solo in parte. Sul fronte dei controlli non sono ancora disponibili dati ufficiali sulle sanzioni elevate: sarà il Ministero dell’Interno a diffonderli nelle prossime settimane.
Le società di sharing: “Il problema sono i monopattini privati”
A contestare le nuove regole sono soprattutto le aziende del monopattino in sharing, che rivendicano di essere già da tempo in regola con tutti gli obblighi previsti.
«Noi rispettiamo le regole dal primo giorno: siamo l’unico segmento autorizzato, controllato e assicurato da sempre», spiegano gli operatori del settore. Secondo loro, il vero problema riguarda i mezzi privati: «Dal 17 luglio circa un milione di persone rischia di circolare senza essere in regola».
Le aziende sostengono inoltre che la normativa sia stata costruita guardando agli incidenti provocati dai monopattini privati, finendo però per penalizzare anche chi già rispettava le regole.
“Paghiamo di più senza aumentare la sicurezza”
Tra le critiche c’è anche quella relativa all’Rc Auto obbligatoria, che secondo gli operatori non garantirebbe una maggiore tutela per i pedoni.
«L’assicurazione non aggiunge un euro di protezione in più: ci obbliga semplicemente a stipulare polizze più costose e complesse», spiegano. Anche sull’obbligo del targhino le imprese esprimono forti perplessità, ricordando che ogni monopattino in sharing è già monitorato tramite GPS, codice identificativo e applicazione che registra chi utilizza il mezzo, quando e dove.
Dubbi anche sul casco, ritenuto poco coerente con la natura del servizio. Secondo gli operatori, il monopattino condiviso dovrebbe essere trattato in modo diverso rispetto a quello privato, soprattutto considerando che in altri Paesi europei, come il Regno Unito, lo sharing non prevede questo obbligo.
“Così si rischia di colpire chi è già in regola”
Le aziende denunciano infine un forte aumento dei costi dovuto alle nuove disposizioni, tra assicurazioni, adempimenti burocratici e nuove attrezzature.
«Se l’aumento dei costi ci costringerà a ridurre il servizio o a chiudere, sulle strade resteranno soltanto i mezzi che nessuno controlla», sostengono. E rilanciano una provocazione: «Piuttosto che chiedere se noi rispettiamo le regole, bisognerebbe domandarsi quante multe siano state fatte finora ai monopattini privati che circolano senza rispettare i nuovi obblighi».