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Monti ricorda quando Giorgetti e Meloni stavano con lui. Che umiliazione in aula!

Mario Monti ha messo k.o. Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti, e con loro Fratelli d’Italia e la Lega. Sono stati momenti di grande trasparenza ieri al Senato quando ha preso la parola il senatore a vita ed ex presidente del consiglio. Nel suo discorso, con cui ha annunciato la sua fiducia al Conte bis – si è tolto più di qualche sassolino dalle scarpe e ha rinfrescato la memoria a molti. Prima ha ricordato che il suo governo era nato grazie alla fiducia data anche dall’allora Popolo della Libertà, ed in particolare si è soffermato a ricordare che l’onorevole Giorgia Meloni votò a favore…

Poi l’ex Presidente del Consiglio ha ricordato che le attuali opposizioni al Conte bis, all’epoca “seppero offrire contributi rilevanti alla grande coalizione che si fece carico di evitare il dissesto dell’Italia”.

“Ricordo la grande responsabilità assunta positivamente dal Popolo della Libertà, dal presidente Berlusconi e per un intero anno da esponenti che poi fondarono Fratelli d’Italia. E come dimenticare che proprio la futura leader di Fratelli d’Italia votò a favore della Legge Fornero, contenuta nella Manovra Salva Italia, tanto per dirne una?”. Ma Mario Monti parla anche di altro.

L’iter della riforma costituzionale sul pareggio di bilancio: “Ricordo il grande contributo che l’onorevole Giorgetti più di ogni altro, come Presidente della Commissione bilancio della Camera, diede alla riforma costituzionale sul pareggio di bilancio”.

Non è ovviamente la prima volta che Monti attacca l’ex sottosegretario Giorgetti ricordandogli le tante incoerenze della Lega. Lo fece nel maggio scorso ad Agorà quando sottolineò che la Lega nel 2008 aveva ratificato il Trattato di Lisbona “che include anche le regole sull’unione economica monetaria” e che ha patrocinato quella modifica costituzionale fatta durante il governo Monti.

Ed in effetti è proprio così, Giancarlo Giorgetti, che era il relatore in commissione Bilancio alla Camera, durante l’iter parlamentare rilasciò in sede di Commissioni dichiarazioni come “il pareggio di bilancio è funzionale, in una prospettiva di medio periodo valida per tutti i Paesi dell’euro, ad assicurare il rispetto dei parametri europei in termini di deficit e di debito pubblico” parlando addirittura della necessità di “dare un segnale politico forte ai mercati, chiarendo che l’Italia e l’Europa hanno imboccato in modo duraturo la strada del rigore”.

Era una Lega strana quella, una che votava contro la ratifica del Fiscal Compact ma a favore della legge che introduceva il pareggio di bilancio in Costituzione e che deriva proprio da quel trattato. E quando si trattò di votare in Aula il provvedimento Giorgetti e la Lega Nord votarono a favore del pareggio di Bilancio.

In prima lettura anche Giorgia Meloni votò a favore mentre al voto finale del 6 marzo 2012 era assente. Alla votazione finale alla Camera i leghisti tornarono ad esprimere voto favorevole, e con loro votarono sì anche quegli esponenti del PdL – Crosetto, La Russa, Foti, Beccalossi, che avrebbero poi contribuito a fondare Fratelli d’Italia.

 

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