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“Napoli è il terzo mondo d’Europa”: l’articolo choc del giornale francese Le Figaro

Napoli? Una città piena di contraddizioni, “fatiscente e soffocata dai suoi debiti, in attesa del suo salvatore”. Parole della testata francese Le Figaro, che in occasione delle elezioni amministrative italiane delle scorse settimane ha dedicato al nostro Paese molte pagine, una in particolare tutta dedicata al capoluogo campano. A occuparsene è stata la giornalista Valèrie Segond, che non ha risparmiato critiche e passaggi controversi: l’articolo è del 3 ottobre ma è stato ripreso solo di recente dal Corriere della Sera e ha subito scatenato forti reazioni tra gli utenti nostrani.

“Se non fosse tifoso dichiarato della Juventus Gaetano Manfredi avrebbe buone possibilità di essere eletto al primo turno sindaco di Napoli… È l’opposto del sindaco uscente… Le élite napoletane lo aspettano come il Messia” si legge nell’articolo di Segond. E ancora, pochi giorni dopo: “Gaetano Manfredi si è effettivamente imposto su tutti, ha vinto a mani basse. Noi abbiamo scelto di raccontare Napoli proprio perché immaginavamo che la vittoria sarebbe stata immediata e schiacciante, perché Napoli è una città di riferimento per tanti francesi che ci vivono e la scelgono per i propri viaggi”.

Secondo Le Figaro, dunque, Napoli “è una vera città del Sud, ricca di problemi, di contraddizioni, affogata dai debiti e dal problema della camorra e più suscettibile ad eventuali cambiamenti. La cronaca di quei giorni è un punto di partenza per decifrare il presente e mettere a fuoco le priorità, le emergenze, i punti critici ma anche per sottolineare la grandezza di una città, che fa innanzi tutto riferimento allo sviluppo tecnologico. Voi avete una piccola Silicon Valley, autentiche eccellenze”.

Sul finale, però, l’affondo: “Napoli è il terzo mondo d’Europa. Mentre tutte le città d’Europa si trasformano, Napoli resta arroccata ai suoi cliché, che sono anche il suo fascino”. Qui è nato il polo d’eccellenza di San Giovanni a Teduccio, “una terra desolata dove Apple ha creato nel 2016 un centro europeo di formazione per sviluppatori di app, l’Apple Academy al quale si sono aggregate altre nove aziende tecnologiche…. Un polo dal quale in totale un migliaio di giovani escono ogni anno”.

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