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Nasce il tampone sospeso: prezzi bassi per chi non può pagare le analisi Covid

Dopo l’idea del caffè sospeso, nasce a Napoli una nuova iniziativa solidale: il tampone sospeso. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Sadisa-Sanità, Diritti in Salute insieme alla Fondazione Comunità di San Gennaro Onlus e in collaborazione con la Farmacia Mele e la presidenza della Municipalità 3, che danno il via a una campagna di Covid-screening, proprio per chi non può permetterselo. Dunque per tutti i cittadini che appartengono alle fasce sociali meno abbienti, sarà possibile potersi sottoporre allo screening al costo sociale di 18 euro. Ma non solo. È possibile anche donare tamponi a chi non può sostenerne il costo, attraverso la formula del tampone sospeso. I tamponi saranno effettuati all’interno della Basilica di San Severo fuori le mura (Piazzetta san Severo a Capodimonte) nel quartiere Sanità di Napoli, dopo la prenotazione al numero 3792151320. Si partirà martedì 17 novembre con i test, ma è già possibile prenotare lo screening.

“Tutto nasce dalla convinzione che solo attraverso una campagna tamponi di massa, con conseguente individuazione dei soggetti positivi, si può evitare un aumento del contagio e, in un momento di grande crisi economica come quello attuale, il costo del tampone deve essere contenuto”, ha affermato l’avvocato Angelo Melone, presidente della Sa.Di.Sa., associazione che intende fornire un valido supporto nell’assistenza sanitaria, promuovendo iniziative, attività di prevenzione e cura, convenzioni mediche ed aiuto nei casi di malasanità”.
Il caffè sospeso
Sulla scia della tradizione del caffè sospeso, a Napoli sono nate negli anni tantissime iniziative solidali. Quella del caffè, però, come detto ha radici molto antiche, anche se le prime tracce documentate risalgono soltanto agli inizi del Diciannovesimo secolo, come ricordato in molti libri di De Crescenzo. L’usanza entra però a far parte del tessuto sociale di Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale, in un periodo di grande crisi economica, quando nei bar della città si era soliti pagare due tazzine di caffè ma consumarne soltanto una, lasciando l’altra a un avventore in difficoltà, che non può permetterselo. La tradizione, anche se in misura minore, è diffusa a Napoli, ma non solo, ancora oggi.Ti potrebbe interessare anche: Armi sì, salute no: nell’anno del Covid per l’Italia 26 miliardi di spese militari