Giustizia

In Italia Netflix incassa milioni e non paga le tasse: i giudici di Milano aprono inchiesta

Il boom di Netflix è ormai noto a tutti. La società incassa milioni, anche in Italia, come nel resto del mondo. Però nel nostro Paese non c’è un solo lavoratore o una società che facciano direttamente capo a Netflix. E qui si pone il problema: il colosso americano incassa milioni di euro vendendo film e serie tv in streaming senza, però, pagare un euro di tasse. Per questo adesso Netflix è nel mirino della Procura di Milano.

I pm hanno aperto un’inchiesta per omessa dichiarazione dei redditi, ma con una strada giudiziaria del tutto nuova nel panorama internazionale. L’indagine è stata affidata al sostituto procuratore Gaetano Ruta dal Procuratore capo Francesco Greco che, proprio due giorni fa durante un convegno della Cgil a Milano, ha invitato il governo ad intensificare la lotta all’evasione e al riciclaggio.

A differenza delle precedenti inchieste fiscali milanesi che nel club degli Over the top (i giganti di internet) hanno riguardato Apple, Google, Facebook o Amazon e che, con quelle su altri grandi gruppi, hanno fatto incassare allo Stato italiano 5,6 miliardi di euro tra sanzioni e imposte, nel caso di Netflix non si parla di “stabile organizzazione” di persone occultata al fisco.

Per il semplice motivo, come detto, che non c’è alcuna organizzazione “personale” che per essere individuata, come dice la legge, deve avere strutture e persone fisiche che partecipino in maniera rilevante agli affari, ad esempio con attività di promozione e di vendita, anche se i contratti vengono poi formalmente realizzati dalla società che risiede all’estero.

Secondo una stima fatta da Comparitech dall’arrivo in Italia nel 2015 al 2018 Netflix (che comunica solo dati ufficiali relativi agli Usa e al resto del mondo nel suo complesso) ha raggiunto nella Penisola 1,4 milioni di abbonati con la prospettiva di toccare i due milioni entro la fine del 2019. L’Italia è arrivata più tardi nella diffusione della banda larga rispetto ai principali Paesi europei e per questo il suo mercato dei contenuti streaming cresce molto velocemente, addirittura del 46% nel 2018, rappresentando uno dei primi panorami europei su cui investire.

Il fascicolo, ripetiamo, è stato aperto contro ignoti proprio perché non è stato possibile individuare un referente che lavori in Italia.

 

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