Europa

Next Generation Eu: così l’Europa cambia volto e tende la mano all’Italia

Un piano imponente, che avrà nell’Italia uno dei suoi principali beneficiari. Queste le intenzioni di Ursula von der Leyen, che ha approvato il Recovery Fund con numeri imponenti illustrati di fronte al Parlamento Europeo: 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti da restituire. La conferma era arrivata nelle ore precedenti alla riunione da Paolo Gentiloni su Twitter, che aveva parlato di “una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”. Il pacchetto del Recovery Fund proposto dalla Commissione europea per l’Italia ammonta a 172,7 miliardi di euro: 81,807 miliardi sarebbero versati come aiuti e 90,938 miliardi come prestiti. 

Cifre addirittura superiori a quelle proposte da Macron e Merkel, che avevano ipotizzato solo di 500 miliardi di sussidi. Ai quali, dunque, si aggiungono anche i prestiti. I soldi saranno reperiti sui mercati da bond continentale emessi dalla Commissione. Bruxelles rimborserà ai detentori dei titoli Ue grazie a nuove risorse proprio dell’Unione come plastic tax, stop all’elusione fiscale dei giganti del Web e nuovo sistema di pagamento delle quote per inquinare esteso anche ad aerei e navi.
Secondo il programma della Commissione, l’Italia sarà il maggior beneficiario dei fondi: incasserà quasi un quarto dell’intero pacchetto, in quanto sarà definita dalla Ue “Paese maggiormente colpito” da virus e recessione. Il nuovo programma ha anche un nome: Next generation Eu, perchP nelle intenzioni della Commissione si tratta di un “nuovo patto generazionale”. “Nessuno può farcela da solo – ha spiegato la von der Leyen – le economie degli Stati membri dipendono le une dalle altre, non investire oggi, significa pagarne i costi domani”. Il fondo serve a riequilibrare una situazione in cui “alcuni Stati hanno maggiori possibilità di altri di raccogliere fondi sul mercato”.Oltre a Next Generation Eu, la Commissione propone una nuovo bilancio pluriennale europeo “pari a circa 1.100 miliardi di euro tra il 2021-2027” pari al 1,1 per cento del reddito nazionale lordo europeo, che è ancora inferiore alla proposta originaria del Parlamento europeo (1,3 per cento). Dopo la proposta, è probabile che la fase dei negoziati entri nel vivo con il blocco dei falchi del nord, capeggiato dall’Olanda, che difficilmente approverà in toto le scelte della von der Leyen. Il negoziato tra capi di Stato e di governo sfocerà nel summit del 18 giugno, che vista la complessità del dossier dovrebbe tenersi con la presenza fisica dei leader a Bruxelles, la prima volta nell’era Covid.

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