Mass Media

Risiko Rai: Salvimaio al gioco della spartizione. Tutte le bandierine in campo

La Rai come Risiko. Lega e Movimento 5 Stelle si  fanno la guerra per piazzare le bandierine. Gli Stati sono le Reti e i Tg. C’è un braccio di ferro durissimo tra i due vicepremier, che evidenziano così anche una differenza di vedute sulle strategie. Per Salvini i programmi di intrattenimento potrebbero influenzare l’opinione pubblica più dei pastoni dei Tg, per Di Maio, invece, l’informazione deve essere pilotata dal Movimento e non si transige. Anche in questa partita, però, Salvini sembra nettamente in vantaggio, e per ora sta ottenendo tutto quello che vuole, dimostrandosi un fine stratega, di gran lunga più esperto del novellino Di Maio.

Il tentativo è chiudere in settimana, ma l’intesa non è stata ancora trovata. Tanto che il consiglio di amministrazione che dovrebbe dare il via libera alle nomine alle testate e alle reti Rai non è stato convocato. Il presidente della tv pubblica Marcello Foa è in Israele per alcune conferenze e dovrebbe rientrare domani sera. Entro allora, se si vuole convocare il consiglio per venerdì, la lettera ai consiglieri dovrà partire e l’ad Fabrizio Salini dovrà aver deciso tutti i nomi da sottoporre al voto di gradimento. Un risultato che al momento non sembra vicinissimo.

Il manager sta andando avanti con gli incontri per tentare di chiudere il cerchio, in attesa che le forze di maggioranza rompano gli indugi. La Lega spinge per avere il Tg1, che andrebbe a Gennaro Sangiuliano, lasciando il Tg2 al Movimento 5 Stelle, con Franco Di Mare. Le parti sarebbero invertite per le prime due reti: Rai1 andrebbe al Movimento 5 Stelle, con un nome ancora da individuare (circolano quelli di Maria Pia Ammirati e Carlo Freccero), e Rai2 alla Lega, con Marcello Ciannamea.

La scelta di lasciare il Tg1 agli alleati non convince però i vertici del Movimento, considerando che la Lega ha già lanciato Alessandro Casarin verso l’interim della Tgr, destinato a diventare definitivo. I cinque stelle potrebbero puntare su una donna per la poltrona più ambita: Giuseppina Paterniti e Federica Sciarelli sono le due indiziate, anche se per quest’ultima sarebbe più semplice un approdo al Tg3. Per la prima ci sarebbe anche l’ipotesi Rainews.

La direzione del Gr Radio dovrebbe andare invece a Forza Italia, con Antonio Preziosi (in alternativa i candidati leghisti sono Ludovico Di Meo o Luciano Ghelfi). A Rai Sport testa a testa tra Jacopo Volpi e Maurizio Losa. Difficile che possano arrivare, almeno in questa prima fase, giornalisti esterni, anche se il Movimento 5 Stelle vorrebbe dare un ruolo per lo sviluppo del web a Francesco Piccinini, direttore di Fanpage.

Infine, hanno fatto discutere le parole di Tria sulle sorti dell’extragettito derivato dall’introduzione del canone in bolletta (un successo di Renzi). Tria ha spiegato che dal 2019 quelle risorse andranno tutte al bilancio dello Stato e non più a finanziare il fondo per l’editoria e le tv locali, come avvenuto nei primi tre anni di applicazione della nuova normativa.

 

Ti potrebbe interessare anche: “Non conti un ca**o!”. Giggino, che parole! Sbotta e apre la guerra nella maggioranza