
Un nuovo bollettino dall’Ospedale Monaldi di Napoli descrive un peggioramento significativo nelle condizioni di un bambino sottoposto a trapianto di cuore, ricoverato in terapia intensiva da diverse settimane. La situazione clinica ha portato all’attivazione delle terapie palliative, in accordo con la famiglia e il personale medico.
Condizioni cliniche e decisione sulle terapie palliative
Il bollettino medico ufficiale riferisce che nelle ultime 12 ore si è registrato un rapido e progressivo deterioramento delle condizioni del paziente. Dopo la sospensione della sedazione farmacologica, il bambino non ha ripreso conoscenza, circostanza confermata dai legali della famiglia che indicano come quadro clinico compromesso e irreversibile.
Questa situazione ha condotto alla presentazione, da parte della famiglia, di un’istanza formale per l’attivazione della Pianificazione condivisa delle cure, secondo quanto previsto dalla legge 219 del 2017, che regola il percorso terapeutico nei casi di prognosi infausta.

Incontro tra medici, famiglia e medico legale
La mattina del 20 febbraio si è svolto un incontro decisivo tra i medici dell’Ospedale Monaldi, il medico legale delegato dalla famiglia, dottor Luca Scognamiglio, e la madre del piccolo. L’azienda ospedaliera ha comunicato di aver proposto un percorso terapeutico volto a evitare l’accanimento terapeutico, eliminando i trattamenti non più utili alla condizione clinica del paziente.
In accordo con la famiglia e il medico legale, saranno mantenute solo le terapie strettamente salvavita, mentre saranno progressivamente sospese altre procedure non necessarie. L’Ecmo, dispositivo per la respirazione e circolazione extracorporea che ha sostenuto il bambino negli ultimi due mesi, non verrà disattivato per evitare un decesso immediato.

Significato della Pianificazione condivisa delle cure
La Pianificazione condivisa delle cure è uno strumento normativo destinato a pazienti con patologie gravi e prognosi infausta, che consente a medici e familiari di definire insieme le scelte terapeutiche più appropriate nel rispetto della volontà del paziente. Nel caso dei minori, viene richiesto il consenso dei genitori e un costante dialogo con l’équipe medica.
Questo passaggio rappresenta un momento delicato e complesso, che segna la fine del tentativo di cure estreme e l’inizio di un percorso finalizzato a ridurre la sofferenza del paziente, garantendo il rispetto della sua dignità e delle decisioni condivise.