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Salvini e la Meloni sono i buona compagnia: il coronavirus ha messo k.o. tutti i partiti sovranisti

Di tutti i nemici che i sovranisti hanno sfidato a viso aperto negli ultimi mesi, in ogni parte del mondo, ce n’è uno che sembra insuperabile, capace da solo di metterli tutti in ginocchio e farli sentire disarmati, nudi. Di chi si tratta? Del coronavirus e della crisi sanitaria ed economica che quest’ultimo ha provocato in tutto il mondo. Un’emergenza accompagnata, dal punto di vista prettamente politico, da un dato: ovunque, le destre e i populisti stanno crollando nei consensi. Potrebbe sembrare un paradosso, visto che solitamente sono proprio i momenti di crisi a essere particolarmente fertili per certi partiti. Eppure è proprio così.

Un’indagine di Europe Elects che ha coinvolto l’intera Eurozona, Italia compresa, ha infatti confermato la flessioni dei vari schieramenti nazionalisti, a partire dagli ultraconservatori tedeschi di Alternative fur Deutschland (Afd) che dall’inizio dell’emergenza hanno perso ben 4,5 punti percentuali. Sulla stessa falsariga anche la Lega di Matteo Salvini, che ne ha lasciati per strada 2,8. In Austria, il Partito della Libertà (Fpo) ha ceduto il 3 per cento così come i finlandesi di Ps. Male anche gli olandesi del Pvv che perdono l’1,7 per cento.
Ma quali sono i motivi dietro un trend così evidente? Innanzitutto, la fiducia dei cittadini nei rispettivi governi, impegnati ad affrontare un’emergenza senza precedenti prendendo scelte coraggiose, difficili, ma che contribuiscono al rafforzamento del senso di coesione e appartenenza. L’Italia, primo Paese a trovarsi a combattere contro il Covid-19 tra quelli del Vecchio Continente, ne è l’esempio perfetto: la popolarità del premier Giuseppe Conte è alle stelle, mentre i sovranisti all’opposizione si trovano in difficoltà nel far sentire la propria voce. I sovranisti, d’altronde, sono bravissimi nel dare in pasto alla folla un nemico contro il quale scatenare il proprio odio. Gli immigrati, le banche, l’Europa, i radical chic. Quando il pericolo è però già evidente, esterno alla loro narrazione politica, non hanno di colpo strumenti per raggiungere la pancia della gente. Il bisogno di restare uniti, oggi, è più forte dell’istinto di dividersi. E allora certi capipopolo si trovano di colpo a parlare al vento.

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