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Notre Dame è salva, ma restano i misteri sulle cause del rogo

Oltre 400 vigili del fuoco impegnati in una disperata corsa contro il tempo per salvare Notre Dame, il simbolo di Parigi divorato improvvisamente dalle fiamme sotto gli occhi commossi del mondo. Una lotta seguita in diretta dagli utenti di ogni angolo del pianeta fino all’annunciato, arrivato intorno alle 5 del mattino, che il rogo era stato domato. Ad annunciarlo è stato il portavoce della municipalità di Parigi, aggiungendo che le piogge attese nelle prossime ore dovrebbero aiutare nello svolgimento delle ultime azioni. 

“Adesso possiamo dire che i due campanili sono stati salvati e stiamo raffreddando la struttura facendo molta attenzione all’interno” ha affermato il comandante generale dei vigili del fuoco di Parigi, Jean-Claude Gallet, in un primo report delle operazioni di spegnimento del rogo. La struttura è salva ma, purtroppo, i danni sono stati ingenti, a partire dal crollo del tetto e di quella guglia che della città parigina era un simbolo. 
La corona di spine di Cristo, che secondo la tradizione viene custodita a Notre Dame e che è fra le sue reliquie più preziose, è in salvo, secondo quanto riferito dal rettore della cattedrale, Patrick Chauvet, così come la tunica di San Luigi. L’intera Ile-de-la Cité, dove sorge la cattedrale, è rimasta isolata. La Procura parigina, intanto, ha aperto un’inchiesta per incendio colposo: è infatti ancora giallo sulle cause, anche se stando alle prime ricostruzioni le fiamme che hanno divorato la cattedrale gotica sarebbero divampate da una impalcatura dei lavori di ristrutturazione in corso. “Come tutti i nostri compatrioti, sono triste di vedere una parte di noi andare in fiamme, ma faremo di tutto per ricostruire Notre Dame”, ha assicurato i presidente Emmanuel Macron. Intanto, su Twitter i militanti dell’Isis hanno esultato davanti alle immagini della cattedrale gotica in fiamme. Secondo quanto riporta il sito di intelligence Site, hanno definito il rogo un colpo “ai cuori dei leader crociati”.

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