Esteri

La Nuova Zelanda rispetta la promessa: vietata la vendita di armi

Dopo le promesse, ecco arrivare i fatti. La Nuova Zelanda ha deciso di mettere al bando tutti i tipi di arma semiautomatica e fucili d’assalto, un provvedimento che era stato già annunciato dopo l’attacco a due moschee di Christchurch che ha provocato la morte di 50 persone: dopo giorni di indiscrezioni in tal senso, ecco arrivare l’annuncio ufficiale da parte del primo ministro Jacinda Ardern, che ha spiegato come la nuova legislazione dovrebbe entrare in vigore molto rapidamente, probabilmente già entro l’11 aprile.

“La nostra storia è cambiata per sempre. Ora cambieranno anche le nostre leggi”, ha detto Ardern. “Sei giorni dopo questo attacco, annunciamo il divieto di vendita di tutte le armi semiautomatiche di tipo militare (MSSA) e dei fucili d’assalto in Nuova Zelanda. Anche i componenti utilizzati per convertire queste armi in MSSA saranno messi al bando. Questo è il prezzo da  pagare per garantire la sicurezza delle nostre comunità”.
Il capo del governo, si legge sulla Bbc, ha poi annunciato che sarà messo a punto un piano per consentire ai possessori di questo tipo di armi di riconsegnarle alle autorità. Alcuni cittadini hanno già rinunciato volontariamente ai loro fucili semiautomatici consegnandoli alle forze dell’ordine affinché siano distrutti. Intanto è stata completata l’operazione di identificazione formale delle 50 vittime degli attentati, le cui salme saranno ora restituite alle famiglie.Annullata anche la più importante fiera di armi della Nuova Zelanda, in programma dal 23 marzo. Gli organizzatori, spinti anche dall’opinione pubblica oggi decisamente schierata contro questo tipo di eventi hanno deciso di cancellare la manifestazione “in segno di rispetto” per le vittime degli attacchi alle due moschee di Christchurch. La Fiera militare di Kumeu da cinque anni si svolgeva a Auckland.

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