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Nuovi ostacoli per l’Italia in Europa: in 4 dicono no al Recovery Fund

Sarà battaglia dura all’interno dell’Unione Europea. Con l’Italia costretta a lottare per far valere le proprie ragioni contro l’ormai famigerata ala rigorista. A poche ore dalla formalizzazione della proposta franco-tedesca per istituire un fondo per la ripresa, infatti, finanziato dagli Stati membri, la strada per l’approvazione del Recovery Fund è subito parsi impervia, per ammissione degli stessi Stati che ne invocano la realizzazione.

A parlare è stato in queste ore il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire che a poche ore dall’Ecofin dice: “È un accordo decisivo, ma sarà una partita difficile”. A dichiarare già la propria contrarietà sarebbero stati soprattutto quattro Stati. Si tratta di Austria, Danimarca, Svezia e Olanda, secondo quanto spiegato dallo stesso Le Maire. Già nelle scorse ore, d’altronde, il cancelliere federale Sebastian Kurz aveva detto: “La nostra posizione sul Recovery Fund rimane invariata”.
Il piano franco-tedesco prevede un fondo da 500 miliardi, di cui circa 100 potrebbero spettare al nostro Paese. La proposta è stata accolta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che il prossimo 27 maggio presenterà il suo progetto che però dovrà avere l’approvazione di tutti i Paesi europei.

In caso di accordo, secondo Le Maire si tratterebbe di un passo storico perché “è la prima volta che Francia e Germania si trovano d’accordo per finanziare il debito comune e le spese di bilancio della Ue. Per la prima volta  possiamo sostenere il rilancio economico nei paesi più toccati dalla crisi del coronavirus, ed evitare le divergenze economiche e di crescita fra gli stati membri Ue e della zona euro. La seconda motivazione è politica, Germania e Francia affermano con forza la volontà della solidarietà all’interno della Ue”.

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