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L’Oms contro le sigarette elettroniche, ma Salvini le difende. Spunta finanziamento alla Lega

Matteo Salvini è andato all’attacco dell’OMS che ha dichiarato pericolose le sigarette elettroniche. Il vicepremier ha accennato a una sorta di complotto di chissà quale lobby e ha difeso a spada tratta le sigarette elettroniche. Perché? Vale la pena ricordare che alcune aziende hanno finanziato la campagna elettorale della Lega… Ma procediamo con ordine. Salvini si è stranamente deciso a pubblicare sulla sua pagina Facebook il link a un articolo di TGCOM del 27 luglio scorso in cui si parla del rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle sigarette elettroniche.

Nel rapporto, l’OMS spiega che le e-cig sono pericolose per la salute nonostante non abbiano catrame e gas tossici e presentino una quantità inferiore di nicotina rispetto alle normali sigarette, alla pipa e ai sigari.

Salvini scrive un testo piuttosto preciso: “Mah… Ci sarà mica dietro lo zampino di qualche lobby o di qualche multinazionale miliardaria… Che dite?”. Ora, attenzione. Come mai Salvini pubblica soltanto oggi questo articolo? È impossibile dimenticare che qualche tempo fa la Vaporart, una delle principali aziende del settore, contribuì con

75mila euro alla campagna elettorale della Lega per le elezioni politiche.

Nel novembre 2018 poi il Carroccio presentò un emendamento per condonare i 180 milioni di tasse non pagate dal settore dopo l’equiparazione ai tabacchi giudicata corretta dalla Corte Costituzionale. E c’è anche altro da notare. Ovvero che Salvini insinua che il rapporto dell’OMS sia stato pagato dalla lobby del tabacco.

Eppure Umberto Roccatti, presidente dell’ANAFE (l’associazione di settore), in un’intervista rilasciata a Unomattina ha spiegato che il rapporto dell’OMS sostiene che il rischio con le sigarette elettroniche sia ridotto: “Il report parlava dell’epidemia del tabacco, però è venuta fuori solo la sigaretta elettronica”.

Quindi, di cosa sta cianciando Salvini? A rivelare la notizia del finanziamento alla Lega e dell’emendamento che a molti era sembrato un favore alle aziende del comparto, era stato il quotidiano La Stampa. In un articolo del 23 novembre scrivevano gli autori Gianluca Paolucci e Michele Sasso: “A confermare il versamento alla Lega è Gianluca Giorgetti, che con il fratello Stefano controlla Vaporart”.

 

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