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Open Arms, tutta l’arroganza di Salvini: “Io a processo? E chi se ne frega”

Un Matteo Salvini che gonfia il petto, ribadisce tutta la sua innocenza e si dice per nulla preoccupato dalla scelta del Senato di mandarlo a processo per il caso Open Arms: il leader della Lega deve rispondere di sequestro di persona plurimo aggravato e rifiuto di atti d’ufficio per aver trattenuto per 19 giorni 164 migranti in mare, a bordo della nave della ong spagnola. Eppure il Capitano non si dice per nulla preoccupato di quanto accadrà nelle prossime settimane.

“Mi sono svegliato come sono andato a letto ieri, tranquillo, un po’ incazzato, ovviamente, per aver subito un’ingiustizia senza senso” ha detto il segretario del Carroccio in collegamento con Aria Pulita su 7 Gold. “Bloccare gli sbarchi, combattere gli scafisti, ridurre i morti, i dispersi, dimezzare gli arrivi di clandestini… Non chiedevo una medaglia ma rischiare 15 anni di carcere per processo aggravato e continuato mi sembra una follia”.

Salvini aveva già chiarito, poco dopo il voto in Aula: “Ci sono tanti giudici liberi, non sono tutti come Palamara che intercettato diceva ‘bisogna fermare Salvini a tutti i costi’. Quindi non ho paura. Mi girano le palle ma io non ho mai ucciso o sequestrato nessuno, ho fatto quello che avevo promesso di fare agli italiani”. Bloccare una nave spagnola, che raccoglie clandestini in acque libiche, che si rifiuta di andare a Malta e in Spagna e pretende di arrivare in Italia, con un comandante che è già a processo per tratta dell’immigrazione clandestina e passare per sequestratore… Voglio vederli e ascoltarli questi giudici”.“Sapevo come sarebbe andata a finire perché era un voto politico quello del Pd e dei 5 Stelle – ha aggiunto – Se avessi voluto una vita tranquilla avrei fatto un altro mestiere. Ho fatto il Ministro dell’Interno promettendo agli italiani che avrei fatto di tutto per combattere droga, mafia e immigrazione clandestina, in un anno i numeri dicono cosa sono riuscita a fare: mese di luglio dell’anno scorso mille sbarchi, mese di luglio di quest’anno siamo a quota 6 mila. Questo comporta un processo? Chi se ne frega, andrò a processo”.

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