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Pd nel caos, Orlando rivela e accusa: “Renzi usa i suoi rimasti nel partito per spaccarci”

Quando nacque Italia Viva in molti ironizzarono sul fatto che a seguire Renzi fossero stati molti meno di quelli che lo stesso ex segretario sperava. Altri, però, provavano a sottolineare come anche quella era una mossa studiata a tavolino dal machiavellico fiorentino. Per far sì che alcuni nei suoi rimanessero nel Pd per continuare a esercitare influenza e orientare il partito a suo favore. E ora appare evidente che le cose stanno esattamente così, e a rivelarlo è proprio Andrea Orlando, vicesegretario del Pd (nonché neo-ministro del Lavoro), che risponde durissimo agli attacchi lanciati negli ultimi giorni contro i vertici del partito da alcuni sindaci dem (il bergamasco Gori, il fiorentino Nardella, il barese De Caro). (Continua a leggere dopo la foto)

“Stanno emergendo rigurgiti di posizioni che guardano a un Pd del passato, improntato verso un centrismo non più al passo coi tempi. Diciamolo con chiarezza: puntano a un logoramento del gruppo dirigente”, osserva Orlando in una intervista al quotidiano La Nazione. Tradotto: il numero due del partito accusa l’ala Pd filo-renziana – contraria all’alleanza con il M5S – di voler colpire e affondare il segretario Nicola Zingaretti, magari per piazzare al suo posto il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. (Continua a leggere dopo la foto)

Bonaccini, non a caso, nei mesi scorsi – rispondendo a una domanda del direttore di TPI, Giulio Gambino – aveva lasciato aperte le porte a un possibile rientro di Renzi nel partito. “Il congresso è già iniziato, nella sostanza”, osserva Orlando. “La cosa strana è che chi critica non si è mai esposto nelle sedi ufficiali. Non solo: non vuole neppure un congresso. Diciamolo con chiarezza: puntano a un logoramento del gruppo dirigente”. (Continua a leggere dopo la foto)

Renzi? “La sua è stata una stagione e una linea politica importante, ma che sarebbe sbagliato identificare con una persona. C’è invece la rimozione delle ragioni della sua fine: l’isolamento politico e sociale. Un’esperienza mai rielaborata dal partito. Scatenare la crisi è stato sbagliato, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo. Ma Renzi lo ha fatto per un obiettivo: spaccare il fronte Pd-5 Stelle. Lo stesso obiettivo che oggi hanno alcuni esponenti democratici”, attacca Orlando.

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