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Il leghista che blocca il Ddl Zan: “Dire froc*o a un gay non è mica un’offesa”

Nessuno sapeva chi fosse prima che il suo nome venisse individuato come quello che blocca il Ddl Zan. E prima che Fedez gliene cantasse quattro sui social. Parliamo del leghista Andrea Ostellari, quello che tiene in ostaggio in commissione giustizia al Senato il ddl contro l’omotransfobia. Ospite di Cruciani e Parenzo, non si è trattenuto e ha messo in mostra tutta la sua caratura morale e politica, rivendicando il diritto di dare del “frocio” ai gay: “Non è offensiva. Dipende dal contesto”, ha detto Ostellari. Del resto – come sottolinea Tpi che ha ripreso le dichiarazioni – sul diritto costituzionale di dare del “frocio” a qualcuno si sta giocando tutta la lercia propaganda leghista da mesi. (Continua a leggere dopo la foto)

Dice Ostellari che non serve “fare una legge nuova speciale per i gay” perché sono “normali”. E anche su questo punto dimostra tutta l’ignoranza poiché le tutele di legge per gruppi religiosi e etnici considerati più esposti esistono circa da trent’anni. “Anche gli oppositori della legge Mancino (nella sua versione del 1975) – continua Tpi – rivendicavano il diritto all’insulto e evocavano l’incostituzionalità ma una sentenza della corte costituzionale del 2015 (Cass. Pen. 36906/15) dice chiaramente che la libertà di manifestazione del pensiero cessa quando travalica in istigazione alla discriminazione e alla violenza di tipo razzista”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi Ostellari si lancia in una considerazione che probabilmente ritiene geniale: “La legge Zan – dice a Cruciani – non è una legge che viene osteggiata dalla Lega o da Ostellari, omofobi e cattivi, è una legge che viene criticata in primis dal mondo femminista, da Arcilesbica”. Quindi per Ostellari l’opinione di Marina Terragni (“femminismo” utile alla destra per essere usato come clava) improvvisamente assume il diritto di veto al voto. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Tpi: “Ma la soddisfazione è sempre la stessa: dire ‘frocio’ in pubblico. Poi se quelle parole diventano spranghe o botte a Ostellari non interessa, lui ha avuto nella sua vita i suoi 5 minuti di fama, come sempre sulla pelle degli altri, come capita a chi ottiene luce dal negare diritti perché non sa inventarsene di nuovi”.

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