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Feltri alla convention di FdI: “Non a caso il fascismo è nato a Milano”

La notizia politica di questo fine settimana è stata sicuramente la convention di Fratelli d’Italia tenuta a Milano. La leader Giorgia Meloni ha di fatto lanciato la sua candidatura alla guida del centrodestra e anche del governo, dopo le prossime elezioni previste nella primavera del 2023. Cori e applausi per la Meloni da parte del numeroso pubblico presente. Anche se non è mancata una piccola polemica a distanza da parte di Matteo Salvini. Il leader della Lega giustifica la sua assenza dal palco milanese con le dichiarazioni poco amichevoli di alcuni esponenti meloniani. Chi non usa mezzi termini contro Salvini è Vittorio Feltri, consigliere a Milano con FdI. Ovazione per il direttore di Libero anche quando cita il fascismo.

Vittorio Feltri

“Sono molto felice che Giorgia Meloni abbia deciso di fare questa manifestazione incredibile, anche per la quantità del pubblico e l’entusiasmo che vedo, proprio a Milano. – dichiara Vittorio Feltri dal palco milanese – Io sono convinto che Milano sia l’origine di ogni fenomeno. Non solo economico, ma anche politico, perché non a caso il fascismo è nato a Milano”. Un accostamento storico con la fondazione dei Fasci di combattimento da parte di Benito Mussolini nel 1919 proprio a Milano, che scatena il lungo e caloroso applauso del pubblico.

“Chi ha più voti ha il diritto di guidare la macchina. – aggiunge poi Feltri a margine della manifestazione rispondendo ai giornalisti che gli chiedono cosa ne sarà del centrodestra – E quindi noi non possiamo pensare prima cosa farà Berlusconi o cosa farà Salvini. Anche perché capire quello che fa è diventato un problema serio. Bisognerebbe chiamare anche degli psichiatri. Una frecciata indirizzata al leader della Lega che, molto probabilmente, dovrà cedere lo scettro di potenziale leader della coalizione proprio alla Meloni.

“Oggi sarei andato volentieri a salutare Giorgia. – queste le parole di Salvini ospite di Massimo Giletti – Ma qualcuno del suo partito ha detto in qualche intervista che non ero gradito. Che non ero invitato e che sarei stato come un imbucato alle feste. Se dovevo essere vissuto come un imbucato, sono andato al parco Sempione con i miei due figli che mi godo troppo poco e ci tornerò la prossima volta. Per me l’unità del centrodestra è un valore, ho l’impressione che qualcuno invece preferisca giocare da solo”.

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