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Papa Francesco benedice le Ong: “Onore al loro lavoro e a chi accoglie migranti”

Papa Francesco spezza un’altra lancia a favore delle Ong. Le benedice e rende “onore” al loro lavoro e agli sforzi compiuti in favore di migranti in fuga dalle guerre e dalla povertà. Bergoglio lo ha fatto nel suo discorso ufficiale al palazzo presidenziale di Skopje, prima tappa della sua visita apostolica nel Nord della Macedonia. Si tratta di un viaggio importante, o meglio storico, essendo la prima volta che un Vescovo di Roma arriva nel Paese da quando ha raggiunto l’indipendenza.

Ed è in questo “ponte” tra Oriente e Occidente, dove la “multietnicità” è “il patrimonio più prezioso” che il Pontefice decide di rivolgere parole di affetto e lode a chi fa un “generoso sforzo nell’accoglienza dei migranti”.

In Macedonio Bergoglio plaude al “generoso sforzo compiuto dalla vostra Repubblica, sia dalle sue autorità statali sia con il valido contributo di diverse organizzazioni internazionali, della Croce Rossa, della Caritas e di alcune ong, nell’accogliere e prestare soccorso al gran numero di migranti e profughi provenienti da diversi Paesi medio-orientali”. È chiaro che Bergoglio non pensa solo alla Macedonia del Nord quando ricorda che i migranti accolti “fuggivano dalla guerra o da condizioni di estrema povertà, spesso indotte proprio da gravi episodi bellici”.

Ma è all’intera Europa che guarda, come già fatto in passato e nei giorni scorsi dalla Bulgaria, quando ha visitato un campo profughi e ha invitato il Vecchio Continente a non chiudere “le porte a chi bussa”. Chissà se anche stavolta Salvini risponderà che, in Italia, i “porti restano chiusi”.

Bergoglio apprezza il fatto che, nonostante tra il 2015 e il 2016 abbiano “varcato i confini” della Macedonia del Nord moltissimi immigrati, abbiano trovato “in questo Paese un valido riparo”. Il discorso del Papa è tutto (in gran parte) dedicato all’immigrazione. “La pronta solidarietà offerta a coloro che si trovavano allora nel più acuto bisogno per aver perso tante persone care oltre alla casa, al lavoro e alla patria – ha detto – vi fa onore e parla dell’anima di questo popolo che, conoscendo anche le privazioni, riconosce nella solidarietà e nella condivisione dei beni le vie di ogni autentico sviluppo”.

Il caso madecone, secondo Bergoglio, può essere un esempio per tutto il mondo. Qui, infatti, “tanto la differente appartenenza religiosa di ortodossi, musulmani, cattolici, ebrei e protestanti, quanto la distinzione etnica tra macedoni, albanesi, serbi, croati e persone di altra origine, ha creato un mosaico in cui ogni tessera è necessaria all’originalità e bellezza del quadro d’insieme”.

 

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