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Papa Leone, l’annuncio di Parolin pochi minuti fa: “Fulmine a ciel sereno, siamo preoccupati”

Il ricovero di Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli, dove dovrà sottoporsi alla rimozione di un nodulo polmonare, mobilita la Santa Sede e le autorità impegnate nella protezione della struttura. Il cardinale Pietro Parolin, dopo aver incontrato il Pontefice, ha parlato di un annuncio inatteso: fiducia e preghiera accompagnano ora le ore che precedono l’intervento.

Parolin sul ricovero di Papa Leone XIV: «Un fulmine a ciel sereno»

Il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha riferito di avere visto Papa Leone XIV la sera precedente, descrivendo un confronto avvenuto in un clima di serenità. «Siamo rimasti tutti colpiti dalla serenità con cui il Papa ha dato l’annuncio di questo intervento», ha dichiarato il cardinale prima di un incontro alla Pontificia Università Gregoriana.

Parolin ha espresso l’auspicio che il Pontefice possa superare rapidamente il problema, sottolineando la fiducia della Santa Sede e la vicinanza nella preghiera. Alla domanda su una possibile preoccupazione personale, il cardinale ha risposto affermativamente, spiegando che una notizia di questo tipo non era attesa.

«Nessuno se lo aspettava», ha aggiunto, definendo l’annuncio un «fulmine a ciel sereno» anche per gli ambienti vaticani. Sul nodulo, Parolin ha osservato che l’individuazione tempestiva rappresenta un elemento rilevante e che, in questi casi, intervenire in tempo può consentire di affrontare la situazione. Ha quindi richiamato le parole del Papa sulle «sorprese di Dio».

Sicurezza al Gemelli: isolato il decimo piano

In vista della degenza di Papa Leone XIV al Gemelli, è stato predisposto un piano di sicurezza che interessa gli spazi interni ed esterni del policlinico. Il decimo piano dell’ospedale sarà separato dagli altri blocchi e reparti, delimitando l’area destinata al ricovero del Pontefice.

Il Papa non sarà ospitato nell’appartamento pontificio tradizionalmente utilizzato durante le permanenze al Gemelli, in uso dai tempi di Giovanni Paolo II. Quei locali risultano infatti interessati da lavori di ristrutturazione. La nuova sistemazione sarà comunque sottoposta a controlli analoghi a quelli previsti in occasione dei precedenti ricoveri papali.

Gli accessi alla zona riservata saranno gestiti dalla Gendarmeria Vaticana, dall’Ispettorato Vaticano e dal servizio di vigilanza del policlinico. L’ingresso sarà consentito soltanto alle persone autorizzate dalla Prefettura della Casa Pontificia. Alla Polizia di Stato spetterà invece il presidio del perimetro esterno e dei varchi della struttura.

Il dispositivo dovrà garantire la tutela del Santo Padre senza interrompere la normale attività dell’ospedale, dove proseguiranno visite, ricoveri, esami e controlli per gli altri pazienti. Gli agenti saranno presenti sia in uniforme sia in abiti civili, anche per monitorare l’eventuale afflusso di fedeli, curiosi e operatori dell’informazione.

No-fly zone e controlli rafforzati nell’area ospedaliera

Le misure resteranno attive per tutta la durata della degenza, che potrebbe proseguire oltre domenica. Non è ancora definito se Papa Leone XIV potrà eventualmente recitare l’Angelus dall’ospedale, come avvenuto in altre circostanze. La diversa collocazione della stanza potrebbe inoltre non consentire un affaccio verso il piazzale principale del Gemelli.

La presenza del Pontefice comporterà un innalzamento della vigilanza anche nelle aree esterne, dove è atteso l’arrivo di giornalisti e troupe internazionali. Il piano comprende inoltre una no-fly zone in concomitanza con l’arrivo del Papa, con sistemi dedicati al controllo dello spazio aereo e all’individuazione di eventuali droni non autorizzati.

Privacy e dati clinici protetti durante il ricovero

Un capitolo centrale del piano riguarda la protezione delle informazioni sanitarie del Pontefice. La riservatezza non interesserà soltanto l’accesso fisico ai reparti, ma anche la gestione degli esami diagnostici, dei referti e dei campioni biologici.

Per limitare il rischio di consultazioni non autorizzate o di diffusione di dati sensibili, le informazioni relative agli esami clinici e alle analisi potrebbero essere trattate nei laboratori mediante codici alfanumerici o pseudonimi. Il sistema mira a ridurre l’identificabilità diretta del paziente e a circoscrivere la circolazione delle informazioni.

Particolare attenzione sarà rivolta anche alla sicurezza digitale del policlinico. Personale tecnico specializzato sarà incaricato di proteggere reti e infrastrutture informatiche, considerate essenziali per la tutela dei dati clinici. Il dispositivo integra quindi controllo degli accessi, sorveglianza esterna, protezione dello spazio aereo e difesa informatica, assicurando insieme sicurezza, privacy e continuità dei servizi ospedalieri.

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