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Stop alla Tav, o forse no: l’analisi negativa del governo che, però, prende ancora tempo

L’analisi tecnica di costi e benefici della Tav avrebbe un risultato negativo. Un’indiscrezione lanciata in queste ore, con l’esito contenuto nella relazione consegnata al governo e considerata al momento come una “bozza preliminare”. A riportare la notizia è La Repubblica, chiarendo però che al momento nessuna decisione è stata ancora presa. Il governo preferisce infatti aspettare, con Lega e Cinque Stelle a confrontarsi partendo da posizioni opposte. Favorevoli i verdi, contrari i gialli, con l’esecutivo ancora una volta spaccato a metà.

Secondo uno degli esperti nominati dal governo che presiede la commissione incaricata di analizzare pro e contro della Torino-Lione, Marco Ponti, la documentazione è stata consegnata nel pomeriggio di mercoledì 9 gennaio all’esecutivo. Ma il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture è intervenuto per precisare che in realtà si tratta di una bozza preliminare che ora è allo studio della Struttura tecnica di missione del Mit “per un vaglio di conformità rispetto alle deleghe affidate ai consulenti del ministero”.
Un “temporeggiamento”, lo hanno definito i giornali in queste ore di fuoco, quelle che hanno visto il premier Conte e il vice Salvini confrontarsi in maniera accesa sul tema dei migranti in arrivo da Malta. “Abbiamo consegnato l’analisi, auspico che i dati escano e siano criticati il più presto possibile”, ha annunciato Ponti precisando di non essere un ‘No Tav’ a priori per motivi ideologici e di guardare solo ai numeri: “Oggi l’opera intera costa tra i 10,5 e gli 11 miliardi di euro”. Ma anche al netto di un’analisi sfavorevole, la decisione sarà comunque  di natura politica, come del resto lo stesso Ponti ha più volte riconosciuto. “Tocca alla politica, spero che si esprima rapidamente”, ha incalzato l’ex docente del Politecnico di Milano. Secondo l’iter stabilito dal ministro Danilo Toninelli, una volta arrivato all’esecutivo il testo dovrebbe seguire una consulenza di carattere tecnico-giuridico volta a valutare i vincoli contrattuali e le conseguenze di natura economica di un eventuale stop dell’opera. Poi i risultati saranno oggetto di un confronto con il partner francese e l’Unione europea, prima di essere pubblicati.

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