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Parte il ballo dei ministri: 8 vanno ai Cinque Stelle, 7 al Pd

Otto ministri ai Cinque Stelle, sette al Pd. Un incontro dagli esiti positivi, quello a Palazzo Chigi tra i due partiti pronti a dar vita all’esperienza giallorossa. Facilitato dal passo indietro di un Di Maio finalmente convinto a mollare presa, senza più barricarsi intorno al ruolo di vicepremier a tutti i costi. Niente di definitivo, ancora. Ma i lavori in corso sono ormai a buon punto e sul fronte ministri inizia a diradarsi un po’ la fitta nebbia delle ultime settimane. 

A dettare la linea sono stati Grillo e Zingaretti, che hanno chiesto di pescare “da un pool di personalità del mondo della competenza al di fuori della politica”. Il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio andrà al Pd, col nome forte di Franceschini e l’alternativa, gradita ai Cinque Stelle, Spadafora. Di Maio è a caccia di un ruolo di peso, Viminale o Esteri. La Difesa sembra ipotesi ormai scartata. Di Battista, invece, potrebbe finire agli Affari Europei, ma è un’ipotesi che continua a suscitare dubbi e perplessità.
I sette ministeri Pd dovrebbero andare a quattro uomini e tre donne. Due caselle dovrebbero spettare alla corrente di Matteo Renzi. L’ex sindaco di Firenze vorrebbe piazzare una fra Simona Malpezzi e Anna Ascani all’Istruzione, Tommaso Nannicini al Lavoro, Lorenzo Guerini alla Difesa e l’ex inquilino del Mef Pier Carlo Padoan come commissario Europeo.

Sognano un ritorno importante Pinotti e Fassino. Sicuri di avere peso sono invece Orlando e De Micheli. Lia Quartapelle potrebbe finire alla Farnesina o agli Affari Esteri, per l’Economia si fa il nome di Roberto Gualtieri o, in alternativa, quello di Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti. Al Viminale, ferma si parla di Alessandro Pansa, capo del Dis, e dell’ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese. I Cinque Stelle blindano Riccardo Fraccaro (Rapporti con il Parlamento) e Alfonso Bonafede (Giustizia). Riconfermata Giulia Grillo alla Sanità, così come Barbara Lezzi al ministero del Sud. Ai Trasporti da settimane è dato in pole position Stefano Patuanelli, capogruppo in Senato degli stellati. Avanzano le quotazioni di Lorenzo Fioramonti (Istruzione), Francesco D’Uva, Nicola Morra e Stefano Buffagni (Sviluppo Economico). In quota Fico, potrebbe spuntarla Giuseppe Brescia, presidente di commissione, e in rampa di lancio per le ministero delle Riforme. Ma si annuncia anche l’istituzione di nuovi ministeri come quello dell’Innovazione.

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