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Paura di un “no deal”: il popolo inglese corre a fare scorte di generi di prima necessità. Al top delle vendite carta igienica e i rotoli da cucina

La paura di una Brexit con un no deal, ovvero senza accordi con l’Unione Europea, inizia a spaventare seriamente gli inglesi: il dubbio di ritrovarsi in balia di conseguenze imprevedibili dettate dalla mancanza di una disciplina commerciale chiara, sta iniziando a dilagare fra la popolazione, che sta cercando di correre ai ripari facendo scorte dei beni di prima necessità prima che inizino a scarseggiare. A poco più di venti giorni dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, aziende e supermercati a Londra si stanno preparando ad un possibile scenario apocalittico in caso di un no deal. Come ha comunicato in questi giorni la catena Morrisons, tra i prodotti più gettonati nei supermercati britannici sono la carta igienica e i rotoli da cucina, le cui vendite sono cresciute del 7% nei mesi scorsi, insieme a quelle di antidolorifici.

Wepa, la ditta tedesca che è il primo fornitore di tali prodotti in Gran Bretagna, ha quindi iniziato a fare scorte, accumulando nei magazzini britannici 3,5 milioni di rotoli. Come ha riportato il giornale inglese Guardian, l’azienda ha inoltre messo da parte forniture sufficienti per sei settimane dei cilindri di cartone interni ai rotoli, che non potrebbero essere fabbricati nel Regno Unito in quantità sufficiente e vengono importati dall’Europa dell’Est e dalla Scandinavia. Qualora la situazione creatasi con l’eventuale ritorno delle frontiere doganali tardi a risolversi, Wepa ha un piano B: navi cargo che trasportino forniture aggiuntive da Napoli a Swansea, una rotta sostitutiva di quella da Calais a Dover, che è molto più breve ma potrebbe subire un impatto immediato difficile da stimare all’indomani di un no deal.
Piani simili a quelli della tedesca Wepa, sono stati adottati anche da società provenienti dai settori più disparati, dalla farmaceutica alla componentistica per auto. Una bella consolazione per il popolo inglese, che in caso uscita con un no deal riusciranno ad avere a disposizione in un modo o nell’altro, i beni di prima necessità.

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