La sindaca di Genova, Silvia Salis, non indica pubblicamente il proprio voto in vista delle primarie del campo progressista. Ospite di DiMartedì su La7, ha spiegato che parteciperà alla consultazione ma che, essendo sostenuta da tutte le forze dell’area, non ritiene corretto esprimere una preferenza. Una posizione che arriva mentre il centrosinistra prepara un confronto su programma, alleanze e regole elettorali.

Silvia Salis e le primarie del campo progressista
Nel corso dell’intervista televisiva, Salis è stata sollecitata sul tema delle primarie e, in particolare, sulla leadership di Elly Schlein. La sindaca ha scelto di non fornire un endorsement esplicito, richiamando il carattere ampio della coalizione che sostiene la sua amministrazione nel capoluogo ligure.
«Primarie? Io voterò, ma essendo sostenuta da tutti i partiti del campo progressista, non trovo corretto dire per chi voterò».
La dichiarazione non contiene indicazioni su un candidato specifico. Salis ha quindi mantenuto una linea di prudenza istituzionale, evitando di prendere posizione pubblicamente tra le diverse componenti dell’area progressista.
Nessun sostegno pubblico a Elly Schlein
Il Partito democratico, guidato da Elly Schlein, sostiene la giunta Salis a Genova. Tuttavia, la sindaca ha precisato di avere posizioni non coincidenti con la segretaria dem su alcune questioni interne al partito. Le sue parole sono state pronunciate nel quadro di una riflessione più generale sull’assetto dell’opposizione.
Secondo Salis, il campo progressista dovrebbe puntare a essere il più esteso possibile per competere alle elezioni. L’obiettivo indicato è quello di costruire una proposta capace di coinvolgere elettori e forze politiche differenti, senza annullare le rispettive identità.
Il confronto tra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni
Le dichiarazioni della sindaca giungono mentre è previsto un incontro tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Il confronto dovrebbe riguardare il programma della coalizione e i confini dell’alleanza tra le forze di centrosinistra.
Tra i temi indicati figurano l’eventuale partecipazione di ulteriori soggetti politici, le regole per la definizione delle candidature e il tema della raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste. Si tratta di dossier che restano aperti e sui quali non risultano, dalle informazioni disponibili, decisioni definitive.
Il caso del gruppo parlamentare con Soumahoro
Nello stesso scenario politico viene citata anche la posizione di Aboubakar Soumahoro, coinvolto nel progetto di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare di area centrista con esponenti di Più Europa e Centro Democratico. La richiesta, secondo quanto riferito, non è stata accolta nella prima fase.
L’ipotesi potrebbe essere riesaminata attraverso una nuova iniziativa, anche con il coinvolgimento di altri deputati o mediante diverse soluzioni regolamentari. Resta da chiarire quale possa essere il ruolo futuro di Soumahoro e se vi siano prospettive di candidatura. Le informazioni disponibili potranno essere aggiornate con gli sviluppi del confronto politico.
Cosa resta da definire nel centrosinistra
La posizione di Salis conferma l’assenza, al momento, di un’indicazione personale sul voto alle primarie. Parallelamente, il tavolo tra i principali partiti dell’area progressista dovrà definire i punti programmatici, le modalità di collaborazione e l’eventuale ampliamento della coalizione. Sono questi i passaggi che determineranno il quadro delle prossime settimane.