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Per una Roma Imprenditoriale e non più palazzinara ! Il cittadino cliente

di Massimiliano Sammarco

Ci aspetta una grande sfida per Roma ; anche quella delle riforme fiscali ed economiche è una grande sfida nella grande sfida.

Il fulcro su cui si muove tale riforma fiscale è il doppio binario del pubblico e del privato ; il pubblico riqualifica i quartieri periferici ( scuole, trasporti, verde, luoghi d’incontro, etc) il privato entra con le sue attività imprenditoriali a sostegno del pubblico ma anche per realizzare progetti industriali innovativi che creano occupazione , aiutano la cultura e redistribuiscono ricchezza tra i residenti.

Roma Capitale può ( o deve ) chiedere al Governo centrale più autonomia gestionale ( quindi anche legislativa ) per rilanciare l’economia della città .

Considerando la situazione critica e tragica in cui si trova l’amministrazione capitolina si chiedono misure straordinarie e riforme straordinarie per trasformare Roma anche e soprattutto in una città moderna ed imprenditoriale ( cominciando ad eliminare quella sua immagine Palazzinara che ci condanna da decenni ).

Queste riforme devono guardare non a domani ma ad uno sviluppo di decenni a futuro con una visione moderna, inclusiva e produttiva.

Il principio ispiratore è quello dell’investimento : se attiro attività sul territorio con incentivi fiscali a breve termine , a lungo termine creo un indotto economico di crescita e di ricchezza ( non solo economica ma soprattutto culturale )

Con un piano così strutturato anche le imprese straniere potranno decidere di stabilirsi a Roma.

La gestione e l’attuazione di tali riforme dovrà essere gestito da un assessorato tecnico ( comitato scientifico ) con un grande potere decisionale autonomo , formato da professionisti in grado anche ( e quindi anche con poteri ) di snellire tutta la burocrazia ( per esempio un ufficio unico per le Imprese che si stabiliscono a Roma)

Le proposte fiscali per questo nuovo risorgimento di Roma potrebbero essere ( in alternativa o insieme ) :

1) Dare la possibilità di trattare con il Fisco le aliquote all’ inizio attività delle imprese per 5 – 10 anni ; le aliquote per le nuove attività vengono negoziate , trattate e decise previamente con l’amministrazione tributaria ( a titolo di esempio molto generale : Il primo anno un aliquota dell’imposta sulle società potrebbe essere del 2% ( o 3 o 4 ….) e poi via via crescendo a secondo del business e-o fatturati e-o utili , perdite , investimenti e andamento del mercato etc etc ).In ogni caso verrà ulteriormente premiata la ricerca , lo studio , lo sviluppo scientifico e le nuove tecnologie.

2) ICENTIVI PER INVESTIMENTI ALL’ESTERO DELLE SOCIETA` ITALIANE ( che hanno la sede legale ed operativa nel comune di Roma )

Per tutte le società italiane che si stabiliscono nei territori di Roma Capitale e che investono all’estero esenzione totale d ‘imposta sui redditi ricevuti dalle partecipate e-o stabili organizzazioni estere quali :

– Dividendi

– Interessi

– Plusvalenze

– Canoni

Le partecipate estere e le stabili organizzazione non dovranno essere residenti nei paradisi fiscali. Le attività estere dovranno essere di : produzione industriale , di ingegneria , di progettazione , ricerca e sviluppo scientifico ed esportazione del made in Italy ( escluse tutte le attività bancarie, finanziarie e simili) .

3) HOLDING ITALIANE, SOCIETA`DI PARTECIPAZIONE ITALIANA ( SPI)

Possibilità per investitori esteri di costituire a Roma società di partecipazione finanziaria ed industriale con i seguenti vantaggi e condizioni :

– il socio straniero della SPI non deve essere residente in un paradiso fiscale

– i redditi della SPI provenienti da attività al di fuori del territorio italiano (escluso i paradisi fiscali ) sono esenti quali :

-Dividendi

-Interessi

-Plusvalenze

-Canoni

I redditi invece prodotti dalla SPI a Roma ( quindi in Italia ) saranno tassati secondo le norme generali interne sopra citate al punto 1) – ( potrebbe anche essere prevista una norma specifica per i manager stranieri che si trasferiscono in Italia a lavorare per la SPI – quindi che non sono mai stati residenti prima in Italia – che fissa una aliquota fissa ,per esempio, del 15% per 4 anni su tutti i redditi da loro percepiti come persone fisiche sia in Italia ( Roma ) che all’estero ) .

Con riferimento alla distribuzione dei profitti dalla SPI al socio straniero non sarà prevista nessuna ritenuta alla fonte indipendentemente dalle previsioni normative delle convenzioni per evitare la doppia imposizione firmate. Le attività estere dovranno essere : di produzione, industriale, di progettazione, di ingegneria ,di ricerca scientifica ed esportazione.

(escluse tutte le attività bancarie, finanziarie e simili)

4) ZES

Queste zone speciali consentono di operare con incentivi fiscali convenienti e quindi possono anche loro attrarre investimenti stranieri.

La ZES ( Zona Economica Speciale ) è di fatto un’“arma” per poter invogliare imprese a investire in un territorio offrendo incentivi fiscali, agevolazioni burocratiche e per attenuare il costo del lavoro; a tutto questo sommando la vicinanza e la disponibilità di un efficiente ed efficace sistema infrastrutturale ubicato nelle immediate vicinanze, in genere un aeroporto, un porto, con ferrovie e strade facilmente raggiungibili.

In diversi Paesi del mondo le ZES sono utilizzate da anni, alcuni hanno addirittura quasi “istituzionalizzato” tale strumento, estendendolo a gran parte del territorio nazionale.

Con Legge L.12 agosto 2017 n.123 è stata introdotta in Italia per tutti i porti del Sud ; ma fatta la legge poco si è fatto ( anzi direi nulla ) per incentivare e stimolare la creazione e la nascita di queste Zone che potrebbero attrarre tantissimi investimenti nazionali ed internazionali ( a parte la questione del risparmio fiscale per le imprese pensiamo solo la posizione dell’Italia nel Mediterraneo ) ; Roma Capitale potrebbe chiedere l’estensione di tale legge anche a tutti i territori e quartieri periferici da riqualificare , servendo quindi i vari porti ed interporti del Lazio.

( Per esempio la ZES interessa 14 dei 550 comuni della Campania e le superfici interessate si estendono in misura prevalente nelle zone retroportuali di Napoli e Salerno, per proiettarsi puntualmente nelle realtà più interne come Marcianise, Nola e Acerra)

Per capire bene il funzionamento della ZES vediamo ad esempio come sono strutturate le ZES a Rotterdam ed a Tangeri :

– ROTTERDAM l’Autorità Portuale di Rotterdam ricopre il ruolo di precursore. Si tratta di PortXL, un incubatore di start-up innovative con un programma d’attività incentrato specificamente sul porto e sulle industrie collegate allo scalo portuale olandese. Il nuovo incubatore si propone di ricercare nuove imprese nei settori dei trasporti e della logistica, dell’energia, della chimica, della raffinazione e del trasporto marittimo. Con PortXL si possono scoprire start-up e collegarle con aziende di rilievo introducendole in una vasta rete di esperti del settore. Con questo progetto il porto può attrarre un maggior numero di attività innovative nella regione e mostrare ciò che ha da offrire.

La strategia adottata dal porto di Rotterdam delinea un nuovo percorso di crescita dello scalo, non più visto come mera infrastruttura, bensì come fulcro di attività economiche, non solo di tipo logistico e trasportistico, ma che proiettano il Paese verso nuovi traguardi di innovazione e “smart”.

I primi 10 anni si pagano delle imposte dirette molto basse .

– TANGER MED si trova in una posizione strategica a 14 km dalla Spagna e sulla via di passaggio tra Asia, Europa e America; è circondato da una zona franca di attività industriali e logistiche. Tanger Med non è solo porto: è una piattaforma logistica ed industriale di livello intercontinentale interamente gestito dalla Tanger Med special Agency (TMSA).

Tanger Med è anche una Grande Piattaforma Industriale (GIP) che comprende:

-una zona franca logistica (MedHub) che prevede vantaggi fiscali e doganali. Nel 2016 dopo Adidas e 3M anche Decathlon ha deciso di insediarsi qui occupando un’area di oltre 20 mila metri quadri di magazzini, che renderà il centro logistico di Decathlon a Tangeri il secondo più grande al mondo, dopo quello di Singapore, che movimenta tutta la merce destinata ai mercati asiatici;

-una zona franca industriale (Tanger Free Zone), una zona franca di attività polivalente orientata all’esportazione presso la quale operano 650 imprese e 50 mila lavoratori;

-una piattaforma dedicata al settore automobilistico (Tanger Automotive City) che comprende il complesso industriale “Renault-Nissan”, uno degli investimenti più importanti nel Mediterraneo, che gestisce anche il Terminal veicoli del porto. Sono inoltre presenti un centinaio di fornitori internazionali (Denso, Leoni, Delphi, Sumitomo ecc.), che fanno del Marocco il più grande produttore di veicoli della regione MENA

È poi presente una zona dedicata alle attività offshoring (Tetouan Shore) che è un outsourcing di servizi call center e che rappresenta un richiamo al nearshoring europeo con un’area di 28 ettari, un investimento complessivo di 120 mln€ e la creazione di complessivi 12 mila posti di lavoro.

Tanger Med prevede speciali procedure doganali, amministrative e sociali:

– esenzione dalle imposte di registro e di bollo per l’aumento o il conferimento di capitale e le acquisizioni di terreni;

– esenzione dell’imposta sui brevetti e dalla tassa urbana per 15 anni;

– esenzione dell’imposta sul reddito delle società per 5 anni e, dopo, aliquota ridotta all’8,75% fino al 20° anno;

– esenzione fiscale sui prodotti azionari, azioni e proventi assimilati e sul rimpatrio di capitali;

– le merci che entrano nella zona, così come i servizi resi dal territorio, sono esenti da IVA;

– per alcuni settori, lo Stato, attraverso il Fondo Hassan II, può concedere aiuti finanziari per l’acquisto di terreni e/o la costruzione di unità produttive. Questa concessione raggiunge fino al 100% del prezzo del terreno sulla base di un costo massimo di 250 DH/mq. Il rilascio di questo aiuto è effettuato in un periodo non superiore a 60 giorni dopo la presentazione dei documenti giustificativi;

– il trattamento previdenziale per assunzioni e contratti di dipendenti permette un notevole abbattimento del costo del lavoro.

L’insediamento imprenditoriale è anche facilitato dalla presenza di nuove infrastrutture, ampi spazi per lavorare le merci ed efficienti collegamenti stradali, ferroviari e aeroportuali.

In Italia ecco la norma : Beneficio fiscale previsto dall’art.5 della L.12 agosto 2017 n.123 ;

Credito d’imposta

Art.5 co.2

In relazione agli investimenti effettuati nelle ZES, il credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al medesimo articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nell’area ZES per almeno (( sette )) anni dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti;

le imprese beneficiarie non devono essere in stato di liquidazione o di scioglimento.

-Ulteriori vincoli che si intendono prevedere

Il riconoscimento delle agevolazioni fiscali è soggetto alle seguenti limitazioni:

-almeno il 90 per cento del personale dell’impresa deve essere reclutato nel territorio nella quale è istituita la ZES;

-il beneficio fiscale Irap complessivo è riconosciuto ad ogni impresa nei limiti quota del costo complessivo dei beni oggetto di investimento o, nel caso del credito d’imposta alla quota del costo complessivo dei beni oggetto di investimento come da art.5 L. 3 agosto 2017 n.123.

Dal punto di vista doganale i vantaggi per le imprese consistono nella velocizzazione delle procedure e nelle agevolazioni doganali di natura sospensiva riguardanti, ad esempio, i dazi e l’IVA.