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Giù le mani da Nasrin Sotoudeh: perché è giusto battersi contro un’ingiustizia insopportabile

Una condanna che ha fatto il giro del mondo e scatenato proteste feroci, quella a 38 anni di carcere che ha colpito Nasrin Sotoudeh. La donna dovrà scontare la condanna in base alla legge iraniana, come denunciato da Mahmoud Amiri-Moghadam, che dalla Norvegia gestisce il sito Iran Human Rights. “Il noto avvocato per i diritti umani Nastrin Sotoudeh è stata condannata a 33 anni di prigione e 148 frustate per sette accuse, tutte legate al suo lavoro a tutela dei diritti umani”.La notizia è stata data dal marito, Reza Khandan, e siccome lei “aveva già subito una condanna a cinque anni per un altro caso nell’agosto 2018, la sua pena detentiva sarebbe di 38 anni”. Una sentenza ingiusta, crudele, contro chi si batte da anni per difendere i diritti delle donne in una Paese ancora schiavo del suo passato, di pregiudizi difficili da scardinare. In sua difesa si sono mobilitate tante associazioni, a partire da Amnesty International fino ai Radicali, che si stanno muovendo sul territorio italiano.Bisognerebbe scendere in piazza, gridare la propria rabbia di fronte a un caso così disgustoso. Puntare i riflettori del mondo su un orrore che va impedito, e subito. Un appello lanciato anche attraverso le pagine del Corriere della Sera da Pierluigi Battista, che  si è interrogato sulla necessità di manifestare il proprio dissenso e sulle modalità migliori per farlo.“Sarebbe bello se questa battaglia per i diritti civili e per i diritti umani fosse condivisa dall’opinione pubblica mondiale, perché dei governi non ci possiamo fidare e nemmeno di un organismo screditato come l’Onu, silente di fronte all’idea di una donna coraggiosa che deve subire la condanna di 148 frustate. Una rivoluzione giusta e pacifica, necessaria e urgente. Almeno una firma con Amnesty International non dovrebbe costare molta fatica. Se la vita di Nasrin Sotoudeh conta qualcosa per noi”.

Iran choc: condannata a 148 frustate e 38 anni di galera l’avvocatessa per i diritti umani