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Perché il duo Salvini-Meloni diffonde bufale sul coronavirus creato nei laboratori cinesi

Attacchi, polemiche, insinuazioni. Uno scontro costante con il governo Conte, impegnato nell’affrontare una crisi senza precedenti nella storia italiana. Di tregue, però, Giorgia Meloni e Matteo Salvini non vogliono sentir parlare: l’obiettivo resta quello di bombardare l’esecutivo, anche nel bel mezzo dell’emergenza nazionale. Con ogni possibile arma. Nelle scorse ore, per esempio, i due leader del centrodestra hanno rilanciato sui social un video del 2015 del Tgr Leonardo in cui si parlava di un esperimento cinese su un coronavirus, lasciando intendere che potesse esserci un legame tra quei test e l’epidemia che oggi ha colpito il mondo.

Una correlazione che in realtà non esiste, con tanto di smentita ufficiale arrivata dalla rivista Nature, quella che all’epoca aveva per prima dato notizia degli esperimenti. E che oggi, onde quietare fin da subito gli animi, ha prontamente negato ogni legame con la crisi esplosa nel distretto di Wuhan, in Cina, prima di arrivare in Europa. A Salvini e la Meloni, però, la veridicità o meno dei loro contenuti virtuali non sembra interessare più di tempo. Memori di una recente lezione arrivata da Trump: in epoca social, un’arma preziosa sono le “alternative news”, distorsioni della verità che si trasformano in storie alternative, utili per costruire narrazioni politiche precise.
Distorcere un po’ la realtà, insomma, non è peccato così grande, se serve a cementare il consenso elettorale attorno alla propria persona. Like e condivisioni stanno lì a testimoniare, come sempre, quanto i racconti sovranisti facciano facilmente presa sulla pancia degli italiani, esasperati tra l’altro in queste settimane dal lockdown imposto dal governo per far fronte alla pandemia. Salvini, per esempio, grazie al video-bufala si è portato a casa oltre 1 milione e 600 mila visualizzazioni, strumento fondamentale per capire quando certi contenuti facciano effettivamente presa sugli utenti. La Meloni ha dovuto accontentarsi di poco meno.Così, in rete, i due leader cercano visibilità in un momento in cui le loro solite armi, migranti in primis, si sono improvvisamente scaricate di fronte a un problema ben più grande, il Covid-19. Salvini, a dir la verità, aveva provato anche ad attaccare Conte sul fronte economico. Ma il suo intervento, con parole come Pil e debito pubblico usate a casaccio, si è trasformato in una gaffe tale da suggerire un rapido cambio di strategia. Meglio tornare alle “bombe”, a quelle notizie choc che fanno presa sui cittadini e rimbalzano veloci di profilo in profilo. Che siano false, in fondo, è dettaglio di poco conto.

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