
A giorni dalla tragedia che ha colpito la località alpina di Crans-Montana, proseguono le indagini sulla tragedia che ha causato 40 vittime e circa 120 feriti. Al momento, tuttavia, non sono stati riscontrati i requisiti per l’arresto dei proprietari del locale “Le Constellation”. A confermarlo è la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, che ha aggiornato lo stato dell’inchiesta condotta con la polizia cantonale.
Nel documento ufficiale si evidenzia che «non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena tramite la fuga». Tale valutazione esclude anche gli altri presupposti per una misura cautelare, come il rischio di recidiva o collusione. Di conseguenza, i coniugi Moretti, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio colposi, restano a piede libero mentre le indagini entrano in una fase più complessa.

Motivazioni legali per la mancata misura cautelare
La procura ribadisce che non esistono evidenze di volontà di fuga o di altri rischi che giustifichino l’arresto. Questo quadro mantiene i gestori del locale liberi mentre si procede con le indagini tecniche e giudiziarie. Il lavoro degli inquirenti si concentra ora sulla ricostruzione dettagliata dei fatti e sulla raccolta delle testimonianze.
Sul piano sociale, la tensione resta alta. In occasione della messa e della marcia silenziosa in memoria delle vittime, un giornalista svizzero ha denunciato minacce e insulti da parte dello staff di Jacques Moretti, indagato e coinvolto in un episodio che ha ulteriormente esasperato gli animi in paese.
Cause e dinamica dell’incendio: le prime conferme
La procuratrice Pilloud ha confermato che l’incendio è stato causato dall’utilizzo di “fontane” pirotecniche, dispositivi contenenti una composizione che genera scintille e fiamme. Questi dispositivi sono progettati per essere usati a terra o sostenuti manualmente. Le testimonianze raccolte descrivono un incendio che si è sviluppato in modo estremamente rapido, producendo fumo denso e calore intenso.

Le analisi tecniche coinvolgono la verifica della conformità dei lavori, dei materiali utilizzati, delle vie di fuga e delle dotazioni antincendio, oltre al rispetto delle normative di sicurezza. Il fascicolo comunale è al centro di questa fase investigativa cruciale.
Ruolo dell’amministrazione locale e sviluppi giudiziari
Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha difeso l’operato del Comune, smentendo ipotesi di controlli superficiali o indulgenti sui locali. Ha inoltre annunciato che l’ente si costituirà parte civile nel procedimento penale contro i proprietari del “Le Constellation”, aprendo così un ulteriore fronte giudiziario.

La procuratrice Pilloud ha sottolineato che le indagini richiederanno tempi lunghi, definendo la complessità del lavoro investigativo. Ha affermato: «Siamo nella vita reale, non in una serie tv di 45 minuti», rimarcando la necessità di un’analisi approfondita per accertare responsabilità e chiarire le cause di una tragedia così drammatica.
Rientro delle salme e gestione delle vittime
Prosegue anche il delicato capitolo del rimpatrio delle vittime. È previsto un volo di Stato per il trasporto di cinque delle sei salme dei giovani italiani deceduti nell’incendio. Il corteo funebre partirà dal Centro funerario di Sion verso l’aeroporto militare, dove le salme saranno imbarcate su un C130 dell’Aeronautica militare.

Le salme arriveranno a Milano Linate e da lì proseguiranno via terra verso le città di destinazione: Milano, Bologna e Genova. L’aereo continuerà poi il volo verso Roma Ciampino nel pomeriggio. Questo viaggio rappresenta un momento di dolore per le famiglie, in attesa che le indagini chiariscano ogni aspetto di quella notte tragica.