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Piantedosi rilancia sulla sicurezza: “Più poteri alla polizia locale e tolleranza zero sull’immigrazione illegale”

Sicurezza, immigrazione, controllo del territorio e rafforzamento della presenza dello Stato. Sono questi i temi al centro della lunga lettera inviata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al direttore de Il Tempo, in cui il titolare del Viminale rivendica i risultati ottenuti dal governo e rilancia sulla riforma della polizia locale.

Il tono è netto fin dalle prime righe. Piantedosi parla della sicurezza come del «fondamento stesso della libertà dei cittadini», criticando quella che definisce la tendenza, negli anni passati, a considerare il tema quasi come una limitazione delle libertà individuali anziché una necessità concreta.

“Meno sbarchi e più rimpatri”

Nella lettera, il ministro difende l’azione del governo sull’immigrazione illegale, sostenendo che gli ingressi irregolari siano diminuiti sensibilmente e che i rimpatri stiano aumentando, compresi quelli volontari e assistiti realizzati con l’Organizzazione mondiale per le migrazioni.

Piantedosi attacca anche chi critica queste politiche, accusando una parte dell’opposizione di voler mantenere «un’apertura indiscriminata dei confini» che favorirebbe trafficanti e reti illegali. Secondo il ministro, gli interventi approvati finora non sarebbero misure isolate, ma tasselli di una strategia precisa per rafforzare la presenza dello Stato e riportare legalità soprattutto nelle periferie e nei quartieri più difficili.

Più agenti e più tecnologia

Tra i punti rivendicati dal Viminale ci sono anche le assunzioni nelle forze di polizia, che secondo Piantedosi non si vedevano da decenni. L’obiettivo dichiarato è arrivare a fine legislatura con un numero di agenti superiore rispetto all’inizio del mandato, nonostante l’elevato numero di pensionamenti.

Il ministro sottolinea poi gli investimenti in tecnologie e sicurezza urbana, parlando di interventi coordinati da prefetture e forze dell’ordine per recuperare immobili occupati illegalmente e contrastare quello che definisce un «welfare criminale».

La svolta sulla polizia locale

La parte centrale della lettera riguarda però la riforma della polizia locale, definita da Piantedosi un passaggio decisivo. Il ministro parla di oltre 60mila operatori che spesso lavorano in contesti complessi senza strumenti adeguati e annuncia la volontà di integrarli maggiormente nel sistema della sicurezza nazionale.

Il progetto prevede accesso diretto alle banche dati, maggiore coordinamento con prefetture e forze di polizia, nuove dotazioni tecnologiche, più tutele per gli agenti e pene più severe per chi li aggredisce.

Il disegno di legge è già passato alla Camera e ora prosegue il suo iter parlamentare. Piantedosi assicura che il governo intende portare avanti la riforma fino in fondo, definendola «uno dei risultati importanti» di questa esperienza di governo.

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