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Piemonte, la Lega annuncia “mascherine gratis”. Ma arrivano da donazioni dei cittadini

Prima era stata la volta di Fratelli d’Italia, in quel di Gaeta, finire nell’occhio del ciclone per aver distribuito mascherine con il simbolo del partito ai cittadini. Ora, ecco che sotto accusa è finita la Lega, che ha pubblicato un messaggio in cui annuncia in rete: “Mascherine obbligatorie per tutti dal 4 maggio. Ne distribuiremo 5 milioni gratuitamente”. Il tutto accompagnato dal simbolo del partito, che ha così messo la firma dietro l’operazione annunciata dalla Regione che prevede acquisto e distribuzione delle protezioni.Una spesa da 6 milioni di euro coperta con le donazioni dei cittadini al conto corrente regionale dedicato all’emergenza coronavirus, in realtà. Ma la Lega, denuncia il Pd, è pronta ad assegnarsi la medaglia al merito. “Se i soldi provenienti dalle donazioni alla Regione verranno impiegati in mascherine da distribuire a tutti i cittadini, perché la Lega fa volantini online in cui rivendica la donazione?” hanno subito incalzato Paolo Furia e Maria Peano, segretario e responsabile sanità dei Democratici piemontesi.“Troviamo davvero indecente che le mascherine acquistate grazie alle donazioni di associazioni, privati cittadini, imprenditori e anche esponenti politici (di ogni colore) possano essere oggetto di una propaganda di partito” hanno poi aggiunto, chiedendo che il presidente Cirio disponga l’immediato ritiro dei volantini, ritenuti “una presa in giro nei confronti dei cittadini”.I volantini indicano tra l’altro il 4 maggio come data dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà dell’uso dei dispositivi. Una scadenza che però non è mai stata confermata dalla Regione e dallo stesso Cirio, che ha insistito nel ripetere che le “le mascherine saranno obbligatorie solo quando tutti le avranno a disposizione”. Non c’è certezza nemmeno sulla data di distribuzione, nonostante quanto dichiarato dagli esponenti del partito di Matteo Salvini.

Dopo la Lombardia, anche il Veneto vuole “riaprire tutto entro il 4 maggio o prima”