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Post choc del sindaco di Saronno: “Rischiamo 1200 morti solo nella nostra città”

Mentre il mondo social è invaso di appelli che invitano la popolazione italiana al buonsenso nell’affrontare il coronavirus e l’emergenza legata alla sua diffusione sul territorio, un post del sindaco di Saronno Alessandro Fagioli ha scatenato il panico tra gli utenti: “La città di Saronno ha poco meno di 40 mila abitanti e qualora, nel caso peggiore, venissero tutti contagiati, rischieremmo di avere, stando al 3% di decessi, circa 1200 decessi”. Una vera e propria strage figlia, ovviamente, di un clamoroso errore di calcolo da parte del primo cittadino che ha frainteso la statistica.Già le premesse, prima delle disattenzione matematiche, non erano state propriamente solide: “Gli unici dati certi sono relativi ai 229 contagi ad ora accertate dei quali 7 deceduti”. Numeri che in realtà nelle ore successive erano saliti, ma che comunque, spiegano i medici, hanno visto tra le vittime persone già affette da gravi patologie non morte, dunque, direttamente per gli effetti del virus. Secondo Fagioli la mortalità sarebbe “circa del 3%”, un dato che in realtà al momento è ancora tutt’altro che appurato.Il primo cittadino, basandosi su queste premesse, ipotizzava per la popolazione di Saronno (circa 39 mila abitanti) nel peggiore dei casi un numero di vittime pari a 1200 persone. Poco meno della metà dei morti in tutta la Cina, solo nella cittadina del Varesotto. Segue un’ordinanza che precisa come “si tratta di un dato non estrapolabile scientificamente” e poi con al considerazione che “non avendo al tempo stesso controprove è da tenere conto in considerazione nella tutela della salute pubblica”.Un messaggio, quello del sindaco di Saronno, in totale controtendenza con l’invito del governatore lombardo Attilio Fontana , che aveva invitato la popolazione della regione a “non drammatizzare”. A rendere ancora più bizzarro il tutto, al di là del goffo errore di calcolo, il fatto che al momento in tutta la provincia di Varese non sia stato registrato nemmeno un caso.

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