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Predappio ferma i viaggi-studio ad Auschwitz: “Sono di parte”. Negati fondi agli studenti

Cosa decide di fare il comune di Predappio (paese natale di Mussolini) per arginare il clima di odio, razzismo e antisemitismo che sta tornando a piegare l’Italia? Decide di fermare i viaggi-studio ad Auschwitz. Ovvio, no? E il motivo?”Perché sono di parte”. A parlarne è il Corriere di Romagna, che racconta come l’amministrazione comunale ha deciso di negare qualsiasi fondo pubblico per il viaggio di alcuni studenti della cittadina che aderivano al progetto Promemoria Auschwitz-Treno della Memoria.

Un atto gravissimo, questo. Che non ha più a che fare con quel finto alone di folklore con il quale si giustificavano fino ad oggi le rievocazioni fasciste e i pellegrinaggi dal duce. Intanto, però, un segnale di contrasto all’interno dello stesso Comune arriva dall’Associazione GenerAzioni e dal gruppo consigliare di minoranza, che hanno deciso di coprire la quota mancante di 370 euro per consentire il percorso di studi a uno studente.

“Non siamo contrari al Treno della Memoria o al far conoscere i campi di sterminio nazisti, fra cui Auschwitz, ma al fatto che questo treno vada in un’unica direzione, cioè solo verso Auschwitz”, ha sostenuto il primo cittadino di Predappio, Roberto Canali, sul Resto del Carlino: “Quando i Treni della Memoria andranno in tutte le direzioni e si fermeranno anche presso altri luoghi di oppressione del Novecento, come per esempio il Muro di Berlino o le Foibe, allora la nostra amministrazione contribuirà all’iniziativa”.

“La storia va conosciuta tutta e non solo quella di parte. La conoscenza della storia di parte non può essere finanziata con i soldi pubblici”, ha concluso il sindaco. Il progetto “Promemoria Auschwitz” realizzato in tutta Italia con il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati è un progetto di educazione alla cittadinanza attraverso la promozione della partecipazione.

“Senza una forte attenzione all’educazione, all’esperienza, all’apprendimento delle giovani generazioni, non potremo sperare di avere in futuro una società civile più consapevole di ciò che è avvenuto nel nostro passato – ha fatto sapere a ForlìToday ‘Generazioni in Comune’. “Proprio per questo troviamo ingiustificabile il mancato contributo da parte dell’amministrazione comunale di Predappio a questo importante progetto. 370 euro non trovati in bilancio – fondi facilmente reperibili – sono una cifra minima che avrebbe dato la possibilità ad un ragazzo di Predappio di vedere con i propri occhi la più grande tragedia della storia dell’umanità”.

“Un fatto dall’alto valore simbolico, soprattutto in queste settimane in cui sono all’ordine del giorno atti di odio e antisemitismo nella nostra società. E’ preoccupante che l’Amministrazione comunale di Predappio, città che più delle altre dovrebbe sentire forte il dovere di impegnarsi per tenere viva la memoria, non abbia ritenuto importante dare questo segnale: ci auguriamo che possa ripensarci, altrimenti sarebbe un atto molto grave”. E intanto la notizia ha scatenato il dibattito sui social.

 

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