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Pd a pezzi: si spaccano anche i renziani. Chi vuole Martina, chi lancia Giachetti

La scissione del Pd è sempre più vicina. In una drammatica riunione a Montecitorio i renziani si dividono tra l’appoggio a Maurizio Martina e la candidatura di Roberto Giachetti, in tandem con Anna Ascani, alle primarie del Pd. Nella sala Berlinguer, all’ora di pranzo, volano parole di fuoco. Renzi non c’è e il Giglio magico è lì dimezzato: Luca Lotti è a Washington, assente giustificato, e Maria Elena Boschi ha semplicemente dato forfait. Sono spaccati tra la ragionevolezza e la sfida.

Passa a maggioranza la proposta ragionevole, quella del “meno peggio” che Lorenzo Guerini, Andrea Marcucci e Ettore Rosato mettono sul tavolo: “Appoggiamo Maurizio Martina”, il segretario uscente e ricandidato. L’unico argine, affermano, contro Nicola Zingaretti, il favorito alle primarie dem, il quale punta ad archiviare il renzismo.

“Faremo un’intesa, se Maurizio è interessato. Non c’è entusiasmo certo, saremmo ipocriti a dirlo”, ammette Rosato. Antonello Giacomelli ancora più esplicito, accennati possibili scissioni e a chi “come me, come noi, resterà nel Pd”. Il sostegno a Martina ha la maggioranza, anche grazie alla cautela con cui Guerini, la porge: “Valutiamo se ci sono le condizioni politiche e poi decidiamo”. Ma una parte dei renziani non ci sta.

Roberto Giachetti e Anna Ascani passano dalle parole ai fatti. Saranno in gara alle primarie loro stessi, in tandem, per non fare morire il renzismo, per proseguire sulla linea di Renzi, per “dare una casa a coloro che non si riconoscono in Zingaretti e neppure in Martina”. Rappresentano i “falchi”, forse pronti a lasciare se Zingaretti avrà la meglio.

L’ex segretario in tv, a “Porta a porta”, se ne lava le mani di congresso e primarie. Il Pd? Lo giudica vecchio. “Io sono fuori, quello è il giorno della marmotta, è andato, è stata una pagina bellissima ma quello che mi fa fare politica è il futuro, non il passato”. Spiega anche: “La politica vecchia maniera non funziona più. Ci vogliono nuove forme di organizzazione, la democrazia interna del Pd è stata percepita come litigiosità… Serve un nuovo modello di partecipazione”. E invita a fare opposizione sui contenuti, non parlando “di PD”.

Orfani di Renzi, i “ragionevoli” mandano Guerini a un incontro con Martina per chiedere garanzie. Martina invece chiama a rompere gli schemi del passato: “Uniamolo il partito e rilanciamolo”. I supporter del segretario uscente, tra cui Graziano Delrio e Matteo Richetti, parlano di “garanzia contro il rischio di scissioni”. Durissima è invece la risposta di Zingaretti alle parole di Renzi in tv: “Caro Renzi fare solo opposizione è il massimo della subalternità a Di Maio e Salvini”.

 

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