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I Cinque Stelle voltano le spalle a Salvini: processo Diciotti, pronti al voto contro l’alleato

I Cinque Stelle pronti a votare sì di fronte alla richiesta del tribunale dei ministri di processare Matteo Salvini, accusato di “sequestro di persona aggravato” per aver “abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 177 migranti” per i fatti che risalgono al caso Diciotti. Una situazione delicata, quella che si trovano a vivere i vertici dei grillini, consapevoli del fatto che imporre ai propri parlamentari un aiuto al numero uno della Lega rischierebbe di spaccare la base elettorale, con gravissime conseguenze nel futuro prossimo.Da sempre, infatti, i Cinque Stelle hanno sbandierato la loro inclinazione a votare a favore di qualsiasi richiesta di autorizzazione. “Se sono innocenti lo dimostreranno, niente immunità” è il motto del Movimento. Di Maio si è così incontrato privatamente con Salvini per fargli presente la posizione del suo partito, spiegando all’alleato di governo come gli elettori non gradirebbero affatto un’inversione di marcia in merito. Lui, il Capitano, pare aver capito la situazione, accettando la posizione dei grillini.Un retroscena raccontato da La Repubblica, che scrive di un’intesa di massima raggiunta tra i due. I Cinque Stelle voteranno sì, coltivando probabilmente sotto sotto la speranza che l’autorizzazione venga comunque negata, magari grazie ai voti del resto del centrodestra italiano, Forza Italia e Fratelli d’Italia in primis. Dovesse affrontare un processo, Salvini avrebbe infatti gioco facile a trasformarsi in un martire agli occhi degli italiani.Il rischio di una condanna, comunque, c’è. E in tal caso, in base alla legge Severino, scatterebbe l’incompatibilità. Questa l’ipotesi che alletta, di contro, proprio i fedelissimi di Berlusconi, che in un colpo solo vedrebbero cadere un governo dal quale sono esclusi e il nemico-amico della Lega che continua a cannibalizzare voti su voti. L’idea di giocargli uno scherzetto sta sfiorando più di una testa, nello schieramento azzurro.

“Certe cose solo in Corea…”. Scontro totale tra Lega e Cinque Stelle, un governo sempre più incrinato