
Il DNA trovato sul nastro adesivo usato per richiudere la bara di Pamela Genini dopo la profanazione del cadavere non apparterrebbe a Francesco Dolci, l’unico indagato. È quanto Fanpage apprende da fonti investigative. La traccia sarebbe un DNA misto e non è ancora chiaro a chi appartenga: i laboratori del Ris dei Carabinieri devono completare gli accertamenti. Altre notizie nella sezione Pamela Genini.
L’esito parziale del DNA
Secondo quanto riferito, la traccia genetica è stata trovata sul nastro adesivo, strappato con i denti, usato per richiudere la bara dopo la profanazione avvenuta nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. Il DNA sarebbe misto: non è ancora chiaro se appartenga a due uomini o a un uomo e a una donna. Una fonte ritiene più probabile la seconda ipotesi, ma servono approfondimenti da parte del Ris.
Cosa significa per Dolci
Francesco Dolci, 41 anni, imprenditore di Sant’Omobono Terme, nel Bergamasco, è l’unico indagato, nell’inchiesta per vilipendio di cadavere e furto della testa di Pamela Genini. L’esito parziale riguarda una sola traccia e non lo esclude né lo coinvolge in modo definitivo: per lui vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Il caso
Pamela Genini, 29 anni, è stata uccisa a coltellate a Milano nell’ottobre 2025 dal suo ex compagno Gianluca Soncin, oggi a processo. Ignoti hanno poi profanato la sua tomba: il corpo è stato ritrovato decapitato e la testa è stata portata via. La profanazione sarebbe avvenuta nel novembre 2025, ma è stata scoperta solo diversi mesi dopo, nel marzo 2026.
Le altre analisi in corso
Il Nucleo investigativo dei Carabinieri di Bergamo continua gli accertamenti, esaminando la parte interna della lapide provvisoria e gli elementi utilizzati per richiudere la tomba, come il tassello sul lato superiore. Si attendono anche gli esami medico-legali e antropologici di Matteo Marchesi, primario dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e di Marco Cummaudo, antropologo forense legato al Labanof di Milano, per esaminare il taglio alla base del collo e individuare lo strumento usato. Il taglio, riferiscono le cronache, appariva molto datato al momento della scoperta: gli esami potrebbero restringere il quadro temporale.
Cosa non è ancora noto
Restano da chiarire a chi appartenga il DNA misto, chi abbia profanato la tomba, quando e con quale strumento. Le informazioni, riferite da fonti investigative, non sono confermate ufficialmente e potranno cambiare.
Se sei vittima di violenza
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Fonte: Fanpage.it, fonti investigative