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Putin, l’inizio della fine. Alle elezioni a Mosca perde un terzo dei seggi. Crollo nei voti

Anche Putin accusa il colpo. Alle elezioni comunali di Mosca il partito del presidente, Russia Unita, ha perso circa un terzo dei suoi seggi. Lo afferma Ria Novosti a conteggio quasi completato, secondo cui il partito mantiene comunque la maggioranza nel parlamento cittadino, con 26 deputati su 45. Il partito putiniano avrebbe comunque conquistato, come afferma la competente commissione elettorale, il maggior numero di seggi alle elezioni regionali e comunali che si sono tenute ieri in Russia.

Il voto nella capitale arriva dopo settimane di veementi proteste di piazza e dopo che decine di candidati delle opposizioni sono stati esclusi dal voto, proteste che hanno portato a ulteriori centinaia di arresti con polemiche sulla libertà di opinione e di stampa.

I gruppi di dissidenti intorno ad Aleksej Navalnyj avevano lanciato un appello ad una “elezione intelligenti” in cui si chiedeva ai cittadini di votare tutti all’infuori dei candidati del partito vicino al Cremlino. Sono infatti riusciti ad affermarsi tre candidati del partito centrista di opposizione Jabloko. Tra questi Sergej Mitrokhin, che era riuscito ad “strappare” la sua candidatura in tribunale.

Gli altri deputati arrivano dal partito comunista e dalle altre formazioni più vicine al Cremlino. Alle elezioni dei governatori, i candidati appartenenti all’apparato del governo nazionali sono a riuscirsi in tutti i confronti.

I sondaggi avevano predetto notevoli cali di consenso per Russia Unita, che per esempio a Chabarovsk, capoluogo del circondario federale dell’estremo oriente russo, ha ottenuto solo il 12,51% dei consensi, piazzandosi seconda dopo il partito ultranazionalista dei liberaldemocratici e dopo i comunisti.

Complessivamente, erano chiamati alle urne 56 milioni di elettori, quasi la metà degli aventi diritto in tutta la Russia, ma l’affluenza è rimasta molto bassa: a Mosca è stata del 21,63%.

 

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