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Quirinale, Berlusconi boicotta Draghi: “Franchi tiratori contro il premier”

Cominciano le grandi manovre in vista dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. A rompere ufficialmente gli indugi è Matteo Salvini. Il leader della Lega decide di contattare telefonicamente tutti i leader dei partiti presenti in Parlamento. Lo scopo è quello di trovare un accordo, o quantomeno una strategia condivisa, per cercare di individuare il nome del successore di Sergio Mattarella al Quirinale. Al momento, quello del presidente del Consiglio Mario Draghi resta sempre il nome più gettonato. Ma Silvio Berlusconi ci crede, confortato anche dalle promesse degli alleati di centrodestra. Ad ogni modo, il fondatore di Forza Italia prepara l’eventuale boicottaggio contro il premier.

Silvio Berlusconi e Mario Draghi

Dunque, Matteo Salvini è il primo a cercare di mettere d’accordo tutti i partiti sul nome del nuovo inquilino del Colle. Anche se il candidato ufficiale del centrodestra resta per il momento Berlusconi, il leader leghista sembra voler guardare già oltre. Per questo ha preso il telefono per sentire l’opinione di Enrico Letta del Pd, Giuseppe Conte del M5S, ma anche di tutte le altre forze minori, a partire da quelle capitanate da Matteo Renzi e Carlo Calenda. Al momento, però, nessun nome sarebbe saltato fuori.

Secondo quanto riporta il quotidiano diretto da Marco Travaglio, invece, Berlusconi si sarebbe già gettato “all’assalto” di Draghi. Il Cavaliere, infatti, non avrebbe alcuna intenzione di “farsi da parte” e, a questo proposito, starebbe organizzando il boicottaggio della candidatura dell’ex banchiere al Quirinale. In che modo? Ordinando ai suoi parlamentari di mettersi a fare i “franchi tiratori” contro il premier al momento delle votazioni presidenziali, in programma a partire dalla fine di gennaio. Il mandato di Mattarella scade infatti il 3 febbraio.

“È il paradosso del centrodestra che può contare ma non vuole. – si legge sul Fatto Quotidiano – Che per la prima volta potrebbe eleggere un presidente della Repubblica gradito, ma rischia di rimanere bloccato di fronte a un muro. Quel muro, oggi, si chiama Silvio Berlusconi”.

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