Poject Soli il nuovo Radar di Google

RadarCat, tecnologia Project Soli usata per identificare oggetti

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Google ha presentato la tecnologia Project Soli in un progetto destinato al controllo di uno smartwatch tramite gesture a distanza. Sfruttando la tecnologia Project Soli è stato realizzato RadarCat, un riconoscitore di oggetti sperimentale.

RadarCat riconosce gli oggetti vicini

In questo nuovo progetto, presentato dagli scienziati dell’University of St. Andrews, viene proposto un nuovo dispositivo, chiamato RadarCat, in cui è integrata la tecnologia Project Soli, in grado di riconoscere diversi tipi di oggetti una volta che siano poggiati sopra di esso.

In pratica il RadarCat analizza l’ambiente attorno a sé e, quando qualcosa si avvicina, restituisce diversi parametri; tramite l’analisi di questi parametri è stato possibile realizzare un sistema hardware e software in grado di identificare diversi tipi di oggetti semplicemente avvicinandoli al RadarCat.

Il prototipo realizzato riesce a individuare anche il materiale di cui è fatto l’oggetto e spesso anche se questo contiene qualcosa: per esempio, riesce a distinguere tra un bicchiere di vetro e un bicchiere di vetro contenente acqua.

Di base per adesso questo è solo un prototipo ma secondo gli sviluppatori potrebbe essere impiegato in diversi tipi di applicazioni:

  • Individuazione di oggetti
  • Tool di assistenza al disegno digitale
  • Interazione con applicazioni in base al contesto, riconoscendo diverse parti del corpo e collegando queste a diverse applicazioni.
  • Ricarica automatica di un bicchiere quando viene rilevato vuoto.

Ovviamente stiamo parlando di un prototipo che non ha una reale funzione pratica al momento, però le applicazioni sopra elencate sono state testate e dimostrate tramite il video che potete trovare di seguito.

L’idea è davvero accattivante e potrebbe avere tantissimi sbocchi a livello applicativo; c’è da capire quanto questo tipo di strumento possa rimanere preciso se utilizzato in ambienti diversi come accadrebbe nella vita di tutti i giorni. In un futuro gli scienziati pensano che questa tecnologia possa tornare utile in vari campi quali la raccolta differenziata, l’assistenza ai non vedenti, le casse automatiche, ecc.

 

 

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Marco Brachetti
Classe 1983, laureato in economia, ha iniziato il suo percorso giornalistico fin dall’adolescenza. Con una spiccata passione per la tecnologia e l’innovazione, ha collaborato con diverse riviste di settore. Adora i viaggi e le barche.